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Pescara, 28/04/2026
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Data: 09/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, servono 94 milioni per evitare il blocco. Senza copertura niente bilancio. A rischio stipendi e progetti per cultura, turismo e sport

Il presidente Chiodi: «Tagliare la spesa è l'unica medicina che può salvare la Regione ed evitare nuove tasse»

PESCARA. Ammonta a 94 milioni di euro la cifra che manca alla Regione per evitare nei prossimi giorni il blocco dell'attività burocratica ed amministrativa dei vari assessorati. La cifra doveva rimanere segreta e sarebbe stato il presidente della giunta Chiodi in una prossima conferenza stampa ad annunciare le dimensioni del «gravissimo» deficit economico della Regione. Tra gli assessori e negli uffici regionali le idee, facendo qualche conto, sono però chiare.
Solo per raggiungere la copertura delle spese obbligatorie, tra cui gli stipendi dei dipendenti che minacciano proteste e scioperi, il buco è di 94 milioni di euro. La soluzione più probabile è che i 94 milioni vengano individuati nell'ambito delle economie vincolate, cioè soldi impegnati per alcuni settori che non sono stati spesi. Su questa ipotesi la giunta ha già cominciato a lavorare nella riunione fiume di venerdì notte. Quella che è sfociata con la dichiarazione di Chiodi che avvertiva come il «gravissimo» debito complessivo viaggiava sui 4 miliardi di euro. I passi per recuperare almeno quei 94 milioni però non sono semplici. In primo luogo senza questi soldi non è possibile approvare il bilancio perché non ci sono i fondi per il pareggio.
Il tempo però stringe, massimo entro il 30 aprile, Bilancio e Finanziaria devono essere approvati per porre fine all'esercizio provvisorio. E il presidente dell'assemblea Nazario Pagano dovrebbe riuscire nel miracolo di mettere tutti d'accordo.
Anche se si trova una soluzione tampone il problema resta lo stesso drammatico perché nei vari capitoli degli assessorati non ci sono fondi per assicurare le normali attività. Il presidente Chiodi confida in una sponda governativa che potrebbe venire in soccorso finanziario dell'Abruzzo. Una speranza flebile. Finora dal governo sono arrivati solo tagli. A rimanere a secco di fondi sono soprattutto alcuni settori pur importanti ma non vitali della Regione, si tratta della cultura, del turismo e dello sport che subirebbero tagli. Per quanto riguarda lo sviluppo, il presidente Chiodi ha sottolineato che sono a disposizione le ingenti risorse comunitarie. Ma anche in questo caso le cose non sono semplici. Da Bruxelles devono essere erogati in favore dell'Abruzzo tra il 2009 e il 2013, circa 800 milioni di euro, ma la Regione deve partecipare ai progetti di sviluppo con il 10 per cento, ossia 80 milioni di euro che ora non ci sono.
Il problema centrale è sempre il buco della sanità: infatti, dalla proiezione dei conti dello scorso anno, che saranno resi noti ad aprile, la spesa non è nei parametri del piano di rientro che la Regione ha siglato con il Governo nazionale. Lo sforamento era stato già evidenziato dal commissario di Governo, Gino Redigolo, che in una intervista a il Centro aveva spiegato che il debito era salito e che erano necessarie misure drastiche. Tagli che finora nessuno ha fatto. Il capitolo doloroso sarà quello delle tasse. Con la spesa fuori controllo, la Regione sarebbe davvero costretta ad aumentare di nuovo Irap e Irpef. L'eventualità non è stata esclusa dal presidente Chiodi, che tuttavia ha precisato che «farò il possibile per evitare nuove tasse». Chiodi ed i suoi assessori presenteranno il documento di bilancio nei prossimi giorni per dire agli abruzzesi come stanno le cose.
Lungo i corridoi della Regione, ad alcuni amici ha confidato: «Ci saranno polemiche quando si vedrà il bilancio», prevede Chiodi, «ma l'unica medicina è il taglio della spesa pubblica. Una medicina amara, l'unica che ci può salvare riuscendo nel risanamento. Se poi c'è qualcuno che ha un colpo di genio, e saprà moltiplicare i pani ed i pesci, lo ringrazieremo».
A rimarcare le difficoltà è il coordinatore regionale di An, il senatore Fabrizio Di Stefano che accusa i manager Asl di «essere irresponsabili». «Continuano», sostiene Di Stefano, «a portare avanti concorsi e incarichi ingiustificati. Chiederò la trasmissione degli atti per eventuali esposti alla Corte dei conti». Di Stefano, inoltre, rilancia l'allarme di Chiodi. «Sapevamo che la situazione era drammatica», rimarca, «ma abbiamo trovato un deficit enorme. Il bilancio della Regione supera di poco i tre miliardi di euro e si capisce che un deficit di 4 miliardi provoca la bancarotta senza rimedi drastici. Ora siamo all'emergenza e dobbiamo trovare i soldi per evitare il blocco della macchina amministrativa».

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