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Pescara, 28/04/2026
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Data: 09/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Deficit sanità, Costantini attacca Chiodi. L'esponente dell'Italia dei Valori: troppe parole, pensi a fare chiarezza

Critiche al ruolo del commissario Gino Redigolo. La proposta: ridurre le Asl, ne basta una sola

PESCARA. «Mi aspetto che il presidente Chiodi accerti fino in fondo come stanno le cose e dichiari agli abruzzesi di chi sono le responsabilità senza fare sconti né a chi ha gestisto il bilancio durante il centrodestra e né a chi lo ha gestito durante il centrosinistra». E' la richiesta di Carlo Costantini leader dell'opposizione e dell'Italia dei valori in Consiglio regionale. Costantini sottolinea che «vuole conoscere fino in fondo» come sono andate le cose nella gestione della sanità regionale ed evitare di far cadere nel dimenticatoio gli errori commessi. «L'errore più grande», sostiene il capogruppo dell'Italia dei valori, «sarebbe quello di far passare questo disastro come piovuto dal cielo e non come un fatto procurato da pregresse gestioni dissennate».
«Considerato che l'origine del debito è riconducibile alla sanità», osserva Costantini, «io dopo tre mesi di parole mi sarei aspettato una proposta concreta, compiuta e definita, di riorganizzazione del sistema della quale discutere». Per Costantini le iniziative del presidente Chiodi e della giunta di centrodestra invece non andrebbero in questa direzione. «Mi sembra che Chiodi voglia procedere da una parte con degli spot e dall'altra parte con iniziative estemporanee, prive della organicità e della sistematicità che un qualsiasi progetto di risanamento complessivo deve avere». Così l'esponente dell'Italia dei valori torna su alcune proposte fatte. «In campagna elettorale», ricorda, «avevo pensato di affrontare il deficit della sanità con una gestione strategica del problema rimesso ad un unico livello decisionale, riducendo le Asl ad una sola, perchè gli sforzi che individualmente ed isolatamente stanno compiendo i singoli direttori generali, produrranno risultati di gran lunga inferiori sul piano della riduzione dei costi rispetto ad un analogo intervento gestito a livello centrale».
Il capogruppo regionale dell'Italia dei valori vede anche delle incongruenze nel ruolo del commissario di governo, Gino Redigolo. «C'è un altro aspetto politicamente poco chiaro, che è legato al ruolo del commissario Redigolo», prosegue Costantini, «temo che Chiodi lo voglia utilizzare strumentalmente per fargli fare singoli interventi che lui non avrebbe il coraggio politico di fare, ma io non credo che il compito del commissario sia questo. Redigolo non è stato nominato per sostituirsi alla istituzione regionale ma è stato nominato per raggiungere determinati obiettivi di risanamento qualora l'istituzione regionale non vi provveda direttamente e io non voglio che il commissario si sostituisca agli organismi eletti democraticamente dal popolo abruzzese, anche di centrodestra, ma voglio invece che la Regione neutralizzi le funzioni del commissario individuando al proprio interno un progetto di ristrutturazione e di risanemnto del sistema credibile e coerente con gli obiettivi prefissati».
«Voglio la verità piena sul passato», insiste Costantini, «sia sui numeri che su i responsabili e voglio una azione energica ed immediata da discutere in Consiglio regionale, in quella sede ci assumeremo le nostre responsabilità legate alla dramaticità del momento».

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