PESCARA. Nella Asl, che annuncia tagli e licenziamenti per ridurre l'enorme deficit della sanità, c'è un precario che percepisce 7.218 euro lorde al mese di stipendio, il triplo della retribuzione di un medico e sei volte quella di un impiegato informatico. La vicenda, che ha fatto gridare allo scandalo la Cgil, è, a detta del sindacato, uno dei tanti sprechi all'interno dell'azienda sanitaria. Mentre si riducono prestazioni e servizi negli ospedali per mancanza di fondi, lievitano a dismisura anche le spese per le cliniche private convenzionate, come indicani i dati pubblicati a fianco. Sono cifre fornite dalla Cgil, che è andata a spulciare tra i bilanci della Asl degli ultimi 4 anni per verificare l'andamento dei costi delle strutture private pescaresi.
Strutture alle quali i cittadini sono spesso costretti a rivolgersi per poter fare visite ed esami in tempi accettabili. Negli ospedali, le liste di attesa sono talmente lunghe che per fare un controllo si devono attendere mesi. Per sottoporsi ad una risonanza magnetica alla colonna vertebrale, ad esempio, bisogna aspettare nove mesi.
PRECARIO DI LUSSO. E' un esperto di radioprotezione il precario più pagato dalla Asl, secondo i dati forniti dal sindacato. Il suo compito è molto delicato, perché deve tenere sotto controllo le attrezzature radiologiche per evitare che medici e personale paramedico possano essere contaminati da radiazioni durante gli esami. «Lui è l'unico collaboratore che ha un contratto in scadenza a fine anno» afferma il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Massimo Petrini «il rapporto di lavoro per tutti gli altri precari termina alla fine di questo mese».
Nella lista in possesso del sindacato, ci sono i nomi di un centinaio di collaboratori della Asl con contratti a tempo e l'indicazione delle retribuzioni mensili. Quella dell'esperto in radioprotezione salta subito agli occhi, perché supera di gran lunga tutti i compensi degli altri precari.
Gli stipendi mensili lordi dei collaboratori edp, cioè esperti di informatica, arrivano a 1.040 euro. Quello di un assistente amministrativo, tocca i 2.077.
La retribuzione mensile dei medici con contratti a tempo che lavorano negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli, invece, varia da 2.300 ad un massimo di 2.600 euro lordi. Cioè, un terzo del compenso percepito dall'esperto di radioprotezione. «Si parla tanto di risparmi» fa notare Petrini «e poi si scopre che c'è gente che percepisce stipendi del genere».
SPESE PER LE CLINICHE. E' l'altro capitolo di spesa dove si annidano gli sprechi, secondo la Cgil. Dal 2004 al 2007, l'anno dell'ultimo bilancio approvato, i costi per le strutture private accreditate sono lievitati. Per i ricoveri nelle cliniche Pierangeli e Villa Serena, la spesa ha avuto un andamento altalenante: si è passati dai 55 milioni 205mila euro del 2004, a 57 milioni 151mila del 2005, a 54 milioni 491mila del 2006 fino a 55 milioni 564mila del 2007.
Invece, il trend di spesa per la specialistica è cresciuto in maniera direttamente proporzionale all'aumento delle visite e degli esami clinici. Il costo sopportato dalla Asl per i servizi offerti dalle cliniche, dagli studi medici e dai laboratori privati, è salito da 49 milioni 402mila euro del 2004, a 60 milioni 266mila del 2005, a 63 milioni 169mila del 2006, fino a 66 milioni 689mila del 2007. La spesa complessiva per ricoveri e specialistica privata è schizzata da 104 milioni 607mila euro del 2004, a 122 milioni 254mila euro del 2007, cioè quasi 17 milioni di euro in più nell'arco di quattro anni. Questo significa che sono sempre di più i cittadini che si rivolgono alle strutture private, perché i servizi offerti dal pubblico sono carenti. Ieri Il Centro ha pubblicato i tempi di attesa delle varie prestazioni sanitarie. Risulta che per un'ecografia bisogna aspettare quattro mesi; per una risonanza magnetica, nove. Gli appuntamenti per quest'ultima vengono fissati per la fine dell'anno.
PERSI 700 DIPENDENTI. Aumentano le spese per le cliniche e diminuiscono i fondi per il personale. «Nel giro degli ultimi anni» avverte il segretario generale della Camera del lavoro, Paolo Castellucci «la Asl ha perso 700 dipendenti». Recentemente, sono stati licenziati 48 impiegati a tempo determinato che lavoravano al Centro unico di prenotazione e alla fine di questo mese scadranno i contratti di un altro centinaio di precari, tra amministrativi, infermieri e medici. Non si sa, al momento, se verranno rinnovati. «Come se non bastasse» osserva Petrini «ci sono stati anche dei trasferimenti di personale che non hanno fatto altro che peggiorare i servizi». Per la Cgil, i tagli che la Asl adotta per risparmiare stanno pesando sul personale e sui pazienti.