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Pescara, 28/04/2026
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Data: 10/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il deficit dell'Abruzzo - Sanità, un piano per aumentare Irap e Irpef. Ipotesi di nuove aliquote per coprire i debiti Asl. Oggi conferenza stampa di Chiodi

PESCARA. Scenario da brivido per famiglie, imprese e sindacati. Un aumento delle aliquote di Irap e Irpef metterebbe l'economia abruzzese in ginocchio, ma appare l'ipotesi più probabile. Se lo sforamento dei tetti dei spesa di Asl, ospedali e cliniche sarà accertato, i rincari saranno automatici perché previsti da una legge nazionale.
L'ipotesi era stata indicata dapprima dal commissario di governo per la sanità Gino Redigolo, in una intervista a il Centro poi confermata dal presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, anche se aveva lasciato lo spiraglio aperto del suo «massimo impegno per evitarle». Nel contempo i conti della Regione, sempre secondo Chiodi, versano in uno stato «gravissimo», così già si fanno i conti per capire quanto si riverserà nelle casse regionali per un aumento della tassazione. L'aggravio potrebbe essere di un punto sia per l'Irap che salirebbe al 6,25, sia per l'Irpef che lieviterebbe all'1,9.
Le attuali quote, è bene ricordarlo, del 5,25% e dell'1,4 sono già il tetto massimo previsto dalla legge per le sanzioni scattate nel 2006 sia per la spessa sanitaria fuori controllo e sia per il mancato rispetto del piano di rientro del deficit. Con l'ulteriore aumento l'Abruzzo avrebbe un altro poco invidiabile record, quello di due aumenti di tasse sempre nell'ambito della spesa sanitaria e nel giro di due anni.
Un altro forzoso inasprimento del carico fiscale, avrebbe un impatto devastante per l'Abruzzo. Nonostante l'aumento del gettito fiscale e quindi la richiesta di sacrifici maggiori per cittadini e imprese, non ci sarebbero ritorni positivi sul bilancio, dal momento che le nuove entrate devono essere destinate al capitolo sanità e non dirottate altrove, come fatto in passato: e allora, il debito strutturale rimarrebbe a circa 4 miliardi e rimarrebbe drammatica l'emergenza legata all'impossibilità di fare un bilancio alla luce del buco di 94 milioni di euro solo per colmare il fabbisogno delle spese obbligatorie.
In questo senso, qualcosa di più si saprà dalla conferenza stampa che oggi il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, terrà con tutti i suoi assessori e il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
La strategia di Chiodi, almeno pubblicamente condivisa dalla maggioranza di centrodestra, è quella di informare gli abruzzesi sulla drammaticità della situazione e sulla necessità di scelte dolorose con tagli drastici alla spesa pubblica per cercare di evitare l'aumento delle tasse.
Chiodi non ha fatto mistero del fatto che cerca l'assenso da parte della maggioranza silenziosa degli abruzzesi sul metodo energico per il risanamento della Regione.
Dall'opposizione arrivano però anche puntualizzazioni e proposte.
E' il caso dall'ex assessore regionale al bilancio, Giovanni D'Amico, lancia alcune proposte rispetto ai 94 milioni che mancano sul bilancio della Regione.
«Bisogna verificare alcuni punti fondamentali», dice D'Amico, «e poi chiedere al governo nazionale se le maggiori entrate fiscali, pari a 60 milioni di euro, possono essere destinate al Bilancio, anziché alla copertura dei debiti sanitari pregressi. Per fare un'operazione del genere, spiega sempre l'ex assessore, andrebbe inserita una norma in finanziaria, ma prima si rende comunque necessario l'ok del governo. E per quanto riguarda il ripiano dei debiti pregressi della sanità si potrebbe pensare, se vengono meno i 60 milioni di euro, di far slittare il piano di rientro di quale anno rispetto alla scadenza attuale. Considerato poi che si è avuto un crollo dei tassi di interesse che ha determinato un risparmio, bisogna valutare se può essere destinato al bilancio regionale».
D'Amico ricorda anche che esiste una norma che «autorizza a riscrivere in bilancio i fondi non spesi e un intervento in questo senso è stato già effettuato l'anno scorsa. Ora andrebbe verificato se esistono ancora delle somme non spese e procedere così a un'ulteriore iscrizione».
Sulla questione del bilancio D'Amico auspica che «si trovi un modo di dialogare tra maggioranza e opposizione. E' certo, ammette, che le risorse mancano, e magari il centrodestra avrà altre proposte. Ben vengano, conclude, ma si sappia che i soli tagli di cui si parla determinerebbero in questa fase un danno grave all'economia regionale».

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