PESCARA - No all'aumento delle tasse: è allarme nel mondo economico abruzzese dopo la diffusione delle cifre del deficit della Regione Abruzzo. E mentre il governatore Gianni Chiodi annuncia per oggi una conferenza stampa nella quale illustrerà la situazione del bilancio, è la Uil a chiedere agli amministratori di fermare l'aumento delle tasse, mentre la Confesercenti suggerisce di mettere mano al riordino della rete ospedaliera per trovare i milioni che mancano all'appello. «Non si può condannare a morte un'intera comunità con le sue imprese e i suoi lavoratori - dice il presidente regionale di Confesercenti Beniamino Orfanelli - la Regione deve farsi carico di un disegno di riordino della rete ospedaliera che sia capace di non badare alle clientele e agli interessi di qualche politico locale. Gli imprenditori, stanchi di vedersi tarpare le ali e della continua minaccia di nuove tasse, chiedono di riorganizzare il personale ospedaliero effettuando trasferimenti in quelle strutture dove c'è carenza di organico. Come avviene nelle aziende in crisi, occorre limitare assunzioni, consulenze, esternalizzazioni». Ma non solo: il direttore regionale Enzo Giammarino sollecita una drastica riduzione dei costi, da realizzare con l'introduzioen di una unica Asl regionale.
No ai tagli indiscriminati, no a nuove tasse: è questo invece l'appello della Uil che scrive a Chiodi per escludere il ricorso agli aumenti di Irap e Irpef. «Quando il commissario della sanità dice che il problema è costruire un'offerta di servizi socio-sanitari sul territorio se si vuole abbattere gli eccessi di ospedalizzazione, parla della necessità di investire, non solo di tagliare. Il nuovo piano di risanamento che dobbiamo negoziare col governo deve contenere tagli e risparmi, ma anche investimenti. Altrimenti non di risanamento si tratterà, ma di distruzione del servizio pubblico». Il coordinatore regionale dell'Idv Alfonso Mascitelli si chiede invece se esistano davvero i crediti pregressi delle Asl per circa 86 milioni di euro, derivanti dalla sovrafatturazione delle cliniche private annunciati alcuni mesi fa. «Se esistono, ce li vogliamo riprendere? Si vuole o non si vuole ridefinire questi risparmi? O dobbiamo perdere altro tempo a vantaggio e guadagno dei soliti noti, ricercando i tagli in settori meno protetti? Se la politica locale - aggiunge Mascitelli - durante la campagna elettorale ha firmato cambiali in bianco e ora deve pagarle con l'omissione o distraendo l'attenzione, non si può pretendere che noi e gli abruzzesi staremo in silenzio». Ma anche il consigliere Pdl Antonio Prospero lancia l'allarme crisi per le famiglie abruzzesi: «La crisi di liquidità e le difficoltà del mondo creditizio non consentono la facilità d'accesso al credito in particolare per l'acquisto della prima casa e degli interventi di ristrutturazione e ampliamento delle unità abitative». Per questo Prospero sollecita il governo regionale «a dare risposte urgenti».