Non s'era mai visto che un ponte invece di unire, dividesse. Non solo maggioranza e opposizione ma anche Regione e Comune. E dopo l'anticipazione del Il Messaggero della diffida da parte di palazzo Centi nei confronti del Comune, per aver invaso con la costruzione del Ponte del mare le aree dell'ex mercato ortofrutticolo, ieri il Pdl ha scoperto le carte. Tutto comincia il 28 maggio 2008: la giunta Del Turco avvia un carteggio col Comune sul Ponte, che prosegue sotto la reggenza del vice, Paolini. Dallo scambio epistolare emergono le continue sollecitazioni della Regione - in particolare della Direzione programmazione risorse umane finanziarie e strumentali, - al Comune, affinché si trovi una soluzione, a seguito di un sopralluogo nel cantiere di lavoro, per mantenere la distanza di sette metri del Ponte dal fabbricato della Regione e l'accessibilità all'area ex Cofa. Ma i lavori del Ponte proseguono e la Regione a novembre, si vede costretta a chiedere al Comune la sospensione degli interventi in corso, ottenendo in cambio «una serie di iniziative di carattere urbanistico sulla destinazione dell'area che non affrontavano affatto la questione degli accessi», scrive la Direzione alla giunta e all'avvocatura regionale. In effetti è in quel periodo che il Comune a seguito di un sopralluogo con alcuni tecnici rileva la pericolosità igienica del fabbricato dell'ex Cofa avanzando l'ipotesi, che si trasforma in un accordo con la Regione, della demolizione della struttura visto il valore nullo del fabbricato. Anche alla luce del Pp2 e della Stu che in quell'area prevedono aree verdi, insediamenti residenziali e strutture ricettive. Tuttavia secondo il Pdl questo accordo non ci sarebbe mai stato tra i due enti perché l'ex Cofa fa parte degli immobili che la Regione ha previsto di vendere per il piano di rientro dal debito sanitario. Un giallo a tutti gli effetti, da cui nasce la diffida al Comune da parte della Regione che ha dato mandato all'avvocatura regionale di tutelare i propri diritti. Ed è polemica politica. «Il Comune - tuona il consigliere comunale Carlo Masci, assessore regionale ai rapporti con gli enti locali - in questi anni ha pensato che si potesse fare qualunque opera senza rispettare le regole. Nessuno ha interesse nell'avere un'opera incompiuta, ma chi ragiona fuori dalle regole, prima o dopo deve rientrare nelle regole. Vogliamo sapere - aggiunge Masci - come mai la Regione ha tenuto segreto il carteggio, mantenendo il silenzio su questa vicenda». Mentre a chiedere un incontro con l'impresa realizzatrice del Ponte e il blocco dei lavori per ripensare l'opera è Berardino Fiorilli: «Vogliamo verificare se il Comune è stato inadempiente rispetto alle sollecitazioni della Regione, ed eventualmente modificare il progetto». Intanto il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia ieri ha chiesto lumi sui fondi per il Ponte del Mare zche a detta dei funzionari comunali, sarebbero transitati dal bilancio, ma dei quali non si ha traccia». E Marcello Antonelli ha avanzato invece lo spettro del pilastro costruito su una vasca che raccoglie le acque nere della città, «che d'ora in avanti non potrà essere pulita per via del pilastro con il rischio di sversamento nel fiume di quei liquami». Tutti cavalli che, però, l'opposizione non ha cavalcato durante i dibattiti consiliari sull'opera. Il segretario cittadino del Pd, Gianluca Fusilli può così replicare che «ciò di cui non si può non tenere conto è lo sviluppo futuro di un'area a cui è indispensabile guardare non politicamente ma strategicamente».