Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 11/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il deficit dell'Abruzzo - Chiodi: «Dico no a nuove tasse ma serve rigore»

L'AQUILA - «E' inesatto, anzi falso che abbiamo allo studio un aumento delle tasse per gli abruzzesi. Al contrario, questa giunta farà di tutto per evitare il meccanismo automatico e perverso contenuto nel patto per la salute in caso di mancato rispetto del piano di rientro del debito della sanità». E' perentoria l'affermazione del governatore Gianni Chiodi che, con a fianco tutti gli assessori e il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, ha riferito ieri sullo stato finanziario della Regione. «Un atto di doverosa trasparenza- ha detto- verso tutti i cittadini. Perché la Regione Abruzzo è degli abruzzesi, perché i soldi per amministrarla provengono da loro. Per questo- ha aggiunto il governatore- noi abbiamo il dovere di rendere consapevoli i cittadini dello stato economico della Regione qual è adesso perché possano giudicarci in futuro. Senza tale conoscenza, il giudizio resterebbe difficile e tutto verrebbe mantenuto sul piano della sterile polemica politica».
Niente tasse dunque, anche se Chiodi è consapevole che la spada di Damocle del meccanismo legato al patto per la salute penderà sull'Abruzzo per tutta la legislatura. Niente tasse anche se la situazione economico finanziaria della Regione è davvero sull'orlo del baratro, perché in sei anni l'indebitamento della stessa Regione è aumentato di ben sette volte. Chiodi ha analizzato per primo lo stato del patto per la salute. «Al 31 dicembre 2007, in sede di verifica trimestrale- ha detto leggendo la situazione contabile redatta dai funzionari del Bilancio- il piano di rientro aveva 183 milioni di disavanzo scaturito dalla destinazione, nel 2006, di parte dei fondi vincolati per il sistema sanitario, a capitoli di bilancio extrasanitari». Stessa cosa nel 2008. Il deficit di bilancio programmato del piano di rientro, avrebbe dovuto essere di 63,6 milioni, invece è stato di 113,8 milioni, anche se i costi della "produzione sanitaria esterna" sono diminuiti di quasi 70 milioni rispetto al 2007. Ad aumentare sono stati invece i "costi interni", in particolare la spesa per il personale, cresciuta di 30 milioni. Molto alto l'indebitamento complessivo di 3.982 milioni (quasi quattro miliardi appunto). «In questa situazione- ha detto Chiodi- potrebbe scattare l'aumento automatico delle tasse, ma noi lo eviteremo con un impegno rigoroso di riforme che riguarderanno tutti i settori dell'amministrazione regionale». La Regione, dunque, è allo stremo. Non ha più capacità d'indebitamento, le risorse non ci sono, quindi non esistono più i margini per finanziare i disavanzi delle Asl. Dei 2 miliardi e 722 milioni di euro di entrate, due miliardi e 375 milioni vengono assorbiti dalla spesa sanitaria. Dei 334 che restano, la Regione può utilizzarne soltanto 64, mentre ne sarebbero necessari almeno altri 400. «Per questo- ha detto Chiodi- faremo scelte impopolari: taglieremo le spese con rigore, accorperemo enti e società, elimineremo quelli che non sono necessari, diminuiremo i costi della politica. Ma soprattutto dovremo mettere a posto la sanità. Per i programmi di sviluppo, tutto resta affidato all'uso dei fondi europei, oltre 2 miliardi». Chiodi ha detto che proprio la sanità avrà le attenzione maggiori da parte dalla giunta regionale che ha intenzione di eliminare doppioni e privilegi «senza diminuire i livelli di assistenza». «E' una sfida che dobbiamo vincere- ha affermato- avremo proteste dalle lobby mediche, imprenditoriali e politiche. Ma non possiamo tirarci indietro. Il risanamento passa per una sola strada: il riequilibrio della spesa sanitaria». Ed ha annunciato che l'assessore alla sanità ha ricevuto mandato di attuare la riconversione di un numero di strutture sanitarie regionali che spesso non garantiscono, soprattutto al malato acuto, un'adeguata protezione sanitaria». «Oggi tutti gli ospedali lamentano una carenza di personale, ma non è possibile continuare con nuove assunzioni. Così come non sarà possibile- ha aggiunto- garantire la stabilizzazione di tutti i precari». Chiodi ha infine assicurato che sono già stati avviati contatti con il governo nazionale per modificare il piano di rientro firmato con la precedente giunta regionale. «Senza fare polemiche - ha detto -sottolineo che il precedente governo di centrosinistra ha negoziato un piano a condizioni più negative di altre regioni. È un piano di rientro molto duro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it