L'AQUILA - Un disegno di legge sugli enti regionali «affinchè nei prossimi 180 giorni, dopo il commissariamento degli stessi, si possano tagliare i costi e riorganizzare le strutture», sarà all'esame del Consiglio regionale d'Abruzzo nella riunione di martedì prossimo, 17 marzo. Lo ha reso noto il presidente, Nazario Pagano, nella conferenza stampa in cui, insieme al presidente della Giunta, Gianni Chiodi, ha illustrato le condizioni dei conti regionali. Pagano ha annunciato anche la costituzione di una commissione di tecnici e funzionari regionali per approfondire il tema delle indennità e dei vitalizi dei consiglieri in rapporto alle altre regioni italiane. «Dopo questa analisi - ha detto - come annunciato nella seduta inaugurale del Consiglio del 27 gennaio scorso, si procederà al taglio delle indennità. Siamo consapevoli che il problema del bilancio è legato alla sanità, ma vogliamo dare seguito agli impegni assunti sulla riduzione dei costi della politica». Immediata la replica di Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista: «Ritengo ridicolo che si proceda alla costituzione di una commissione per il raffronto con le altre regioni perchè credo che presidenti, assessori e consiglieri ben conoscono i propri guadagni. Soprattutto quelli che sono alla seconda o alla terza legislatura. Già mi aspetto che al termine dell'istruttoria si dica che dopotutto l'Abruzzo è indietro rispetto alle altre regioni per quanto riguarda i privilegi. Tutti gli abruzzesi onesti sanno che devono subire una tassazione spropositata rispetto alle altre regioni, che il deficit della regione è una voragine, che il ceto politico regionale è stato responsabile di questa situazione e che le responsabilità sono di ambedue gli schieramenti. Le stesse cifre rese note oggi da Chiodi impongono tagli drastici di privilegi ormai inaccettabili. Se Chiodi e Pagano vogliono fare dei raffronti li facciano con i redditi di qualsiasi categoria di lavoratori, e verrà fuori che i consiglieri regionali guadagnano cifre spropositate anche al confronto con primari o docenti universitari. Ricordo che più di metà degli abruzzesi non ha votato alle ultime elezioni e che non vi è in Italia nessun governo e consiglio regionale così deleggittimato come quello abruzzese. Di fronte alla crisi è dall'alto che devono cominciare i sacrifici!».
Secondo Carlo Costantini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, «Chiodi paga pesantemente la mancanza di un programma» e non ha un progetto di ristrutturazione della sanità, e di conseguenza, della gestione del bilancio. «E' doverosa la richiesta, da parte sua, di sostegno al governo nazionale per la rinegoziazione di un piano di rientro del debito rivelatosi insostenibile. Ed è altrettanto doverosa e auspicabile la promessa di intervenire sul fronte del taglio ai costi della politica. Ma il progetto di ristrutturazione del sistema sanitario abruzzese dov'è?».
Rinegoziare con il governo il piano di rientro, eliminare per il 2009 qualunque ipotesi di aggravio delle addizionali Irpef e Irap; tagliare drasticamente la spesa sanitaria, anche ricorrendo alla chiusura di alcuni piccoli ospedali e riducendo ad una sola Asl le attuali sei: è invece quanto chiede la Cna abruzzese, alla luce delle dichiarazioni di Gianni Chiodi sul rischio di un collasso totale delle finanze abruzzesi.