ROMA. Il prezzo del petrolio torna a salire (ma ieri a New York ha chiuso in ribasso a 45,71 dollari al barile) e sulle aspettative di ulteriori tagli della produzione anche i carburanti riprendono la corsa. La benzina si è riportata a un passo da quota 1,20 euro. Con i rialzi scattati ieri sui listini dei carburanti la verde si è portata a 1,198 euro al litro. A ritoccare all'insù i prezzi è stata l'Agip. Ma nei giorni scorsi, a seguito dell'aumento delle quotazioni del greggio, si erano già registrati movimenti al rialzo per i listini di pressochè tutti i marchi (vedi tabella). Quanto ai possibili nuovi tagli produttivi Il ministro del petrolio del Qatar, Abdullah bin Hamad al-Attiyah, ha sostenuto ieri che, prima di decidere ulteriori tagli alla produzione di greggio, l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) deve far sì che siano completati i tagli già decisi nei mesi scorsi. Lo scrive il giornale di Dubai «The National», secondo il quale i ministri del petrolio dei Paesi Opec si riuniranno domenica prossima per discutere, tra l'altro, delle richieste di altri tagli alla produzione per sostenere i prezzi. La posizione del ministro del Qatar riecheggerebbe un parere analogo espresso dal più influente membro dell'Opec, l'Arabia Saudita.