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Pescara, 28/04/2026
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Data: 11/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Avanti con il ponte e dialogo con Chiodi» Il vicesindaco D'Angelo nega la diffida della Regione, taglio del nastro sotto elezioni

Amari calici. Chiesta collaborazione al governatore, opposizione sollecitata al confronto costruttivo. «Lasciamo un segno per la città»

«Il ponte del mare sarà inserito nel percorso della maratona dei Giochi del Mediterraneo e sarà una meraviglia di grande richiamo per la città, nell'area verde della riqualificata riviera sud». Chi s'aspettava una "indietro tutta" dell'amministrazione comunale sul ponte del mare ci sarà rimasto male. Il vicesindaco Camillo D'Angelo - affiancato dal capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio, dal dirigente dell'Area lavori pubblici Luciano Di Biase e dalla dirigente dell'Urbanistica Emilia Fino - ha rilanciato l'ambizioso progetto «in fase avanzata di lavori» destinato a cambiare lo skyline di Pescara. D'Angelo, bersagliato dal centrodestra in conseguenza della diffida della Regione a proseguire l'intervento, ha risposto a muso duro alle contestazioni.
Punto primo, ha detto, «ad oggi dalla Regione non ci è pervenuta nessuna richiesta di blocco lavori» ha detto facendo capire che non basta tirar fuori carte da un cassetto della Regione, come ha fatto l'assessore Masci, a far saltare il più ambizioso intervento della giunta D'Alfonso. «I tempi della consegna saranno rispettati, magari il taglio del nastro avverrà proprio sotto elezioni. Di certo il ponte sarà aperto per i Giochi» ha ribadito D'Angelo nient'affatto preoccupato delle critiche del centrodestra: «E' vero che oggi la parte finale del ponte ricade ad un passo dall'ex Cofa ma abbiamo già prodotto delle modifiche con una delibera di consiglio comunale. Ed ancora - ha precisato D'Angelo - va considerato che l'ex mercato sarà demolito con la trasformazione urbana di quel Pp2, con tempi e modi concordati con la stessa Regione che ne è proprietaria».
D'Angelo ha usato toni concilianti, «con Chiodi abbiamo riscontrato identità di vedute su vari aspetti, ad esempio sulla sanità, e spero che anche sul ponte si trovi l'intesa. Del resto anche noi abbiamo sostenuto e non affondato Ardizzi per il progetto della Camera di commercio per realizzare strutture espositive tra ex Cofa e Porto turistico, è nella logica della collaborazione tra enti ed istituzioni. Mi auguro perciò che il centrodestra superi la cultura del non fare e che anzi contribuisca al dibattito politico con proposte e programmi. Realizzando il ponte del mare noi vogliamo solo lasciare un segno forte per la città». Ed è esattamente quello che l'opposizione vuol evitare, da qui la raffica di contestazioni all'opera che secondo il Pdl rischia di rivelarsi un secondo calice amaro dopo la rottura del Wineglass di Toyo Ito. Luigi Albore Mascia insiste nell'affondo: «Il Comune chiede alla Regione di consentire un evidente abuso urbanistico, il ponte del mare, che sta pregiudicando una proprietà immobiliare della stessa Regione, l'ex Cofa». Un'ironica controreplica è arrivata al Pdl dai Giovani democratici: «Vogliamo partecipare anche noi al festival delle proposte-spot, nello stile di chi da sette anni fa campagna elettorale sul nulla... Siamo giovani e abbiamo una grossa capacità di elaborare idee fantasiose, chiaramente prive di senso, come d'altronde da regolamento non scritto utilizzato dai famosissimo designer dello studio M&A (Mascia-Antonelli, rappresentante legale Carlo Masci) del Moma di New York: si può fare un hub per idrovolanti, affidando la gestione al Club amici degli idrovolanti; o un centro commerciale sul Ponte grazie al piano-casa di Berlusconi;, una pesa pubblica o anche una giostra... Più seriamente, mettere in discussione il ponte del mare ci sembra ingiusto nei confronti della città, auspicarne l'apertura ai veicoli significa non avere nozioni di ingegneria nè visione del futuro».




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