TERAMO. Vigilantes armati sugli autobus della Staur, pronti a controllare i biglietti con tanto di pistola e manette. A scoprirlo sono stati gli studenti dell'agenzia Amater del master di giornalismo dell'università di Teramo che hanno girato un filmato finito su YouTube: tanto è bastato per far scoppiare un caso nazionale, con proteste e polemiche. La Staur, la società che gestisce il servizio, replica sostenendo che l'accordo non prevede la vigilanza armata.
«Il contratto con l'istituto di vigilanza», dice Agostino Ballone, presidente della Staur, «va avanti da più di undici anni e tutti sappiamo che per controllare un biglietto non ci vuole la pistola. Sui nostri autobus non c'è nessuna vigilanza armata e non ci sono mai stati problemi di nessun genere. L'episodio segnalato può essere stato solo un caso, una coincidenza, magari qualcuno che stava tornando a casa dopo aver finito un turno di servizio in qualche banca». La Staur ha affidato il servizio ad un istituto che svolge anche servizi di antirapina bancaria. «Siamo gli unici in Italia ad aver pensato ad un operazione del genere», ha detto Ballone, «che ci consente di recuperare il 20% delle entrate». Un dirigente dell'istituto di vigilanza interpellato sulla vicenda dagli stessi studenti, prima ha negato la possibilità che un loro dipendente potesse avere la pistola durante il servizio sull'autobus. Poi, saputo dell'esistenza del video, ha dichiarato: «Sì, d'accordo, può capitare di essere armati ma di certo non cacciamo la pistola».
E sul caso dei vigilantes è intervenuto il consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo. «E' segno di inciviltà, che nulla ha a che fare con la sicurezza», ha detto l'esponente politico, «mi sembra assurdo ciò che avviene. Un conto é la scelta, molto discutibile, di servirsi di vigilantes armati per la sicurezza pubblica, un'altra é assegnargli il compito di controllare i biglietti».
Secondo Acerbo, si tratta di «una conseguenza della continua privatizzazione dei servizi pubblici a società private che poi, invece di assumere qualche precario per fare il normale controllore, pensano che la cosa migliore sia appaltare a loro volta servizi a qualcun altro. In questo modo i cittadini poco a poco si abituano a vedere di tutto senza dire niente. Mi stupisce che nessuno finora abbia segnalato la situazione creando un dibattito. Mi sarei aspettato, ad esempio, che una persona sensibile come il presidente della Regione ed ex sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, si accorgesse di una cosa così grave». Anche Pasquale Di Ferdinando, il presidente di "Robin Hood", l'associazione aderente a Federconsumatori, è intervenuto sulla vicenda con una nota. «Ritengo che sia pericoloso l'impiego di vigilantes armati per svolgere il sevizio di controllo dei biglietti sugli autobus», ha detto, «così c'è un'arma in più che va in giro. Ci era già stato segnalato un caso simile, ma si trattava di un supermercato, luogo dove comunque circolano più soldi. Far controllare i biglietti sui mezzi pubblici cittadini da vigilantes armati é cosa ancora più grave».