Agostino Ballone, presidente della Baltour, che ha inglobato la vecchia Staur, nel presentare tempo fa le nuove sanzioni contro l'evasione tariffaria nei servizi di trasporto pubblico locale, dichiarò che andava attuata la tolleranza zero nei confronti dei portoghesi «che rappresentano un buon 20% dell'utenza». Ma, di certo, non immaginava che per controllare un semplice biglietto, i vigilantes cui era stato appaltato il servizio si presentassero sui mezzi con tanto di fodero e pistola.
«Era chiaro fin dall'inizio dell'accordo - precisa Ballone - che non dovevano esserci armi a bordo per la tutela della clientela». Dopo l'intervento di politici, associazioni, ora è la volta della segreteria regionale del Coisp, il sindacato della polizia, che si dice "meravigliato" nell'apprendere che a Teramo il servizio di controllo dei biglietti del trasporto urbano «sia stato affidato a una società di vigilanza privata che utilizza le guardie giurate per tale prestazione».
Difatti, la materia, essendo regolata dagli articoli del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, dispone che tali addetti "possano essere destinati alla vigilanza e custodia della proprietà mobiliare che immobiliare", mentre - dice sempre il Coisp - il caso segnalato a Teramo "è di altra natura e non dovrebbe pertanto essere consentito". Il sindacato si auspica che il Prefetto e il Questore "intervengano per fare chiarezza. Naturalmente bisognerebbe anche sapere se tale attività si limita solamente al controllo dei biglietti o anche ad altro, non vorremmo che con l'utilizzo dei vigilantes si voglia sopperire anche a una carenza di percezione di sicurezza dei cittadini; questo sarebbe un'offesa al duro lavoro che svolgono le forze dell'ordine per garantire la tranquillità e la serenità di tutti i cittadini italiani".
Per ciò che riguarda invece la sollevazione contro l'autovelox di Piane di Corte di Canzano, il paladino degli automobilisti vessati dal marchingegno infernale, Michele Petrosino, ribadisce la posizione che tutti i colpiti devono assumere in questo contesto: «Il sindaco Francesco Di Marco asserisce che per l'annullamento bisogna fare ricorso - quasi si sgola - mentre non è così. Perché essendo intervenuta la Prefettura, e avendo archiviato le sanzioni, ora non v'è nulla da temere». Finora, in quel tratto di strada sono state elevate ben 10.700 multe, con un incasso parziale da parte del Comune di circa 150 mila euro. Per chi invece ha già pagato la sanzione, non «resta che esercitare l'azione penale per un eventuale rimborso» che pur tuttavia non pare così semplice da ottenere. «Comunque occorre attendere sempre la stesura del decreto economico prefettizio». Per gli altri, la stragrande maggioranza, ci ha pensato già il Prefetto.