PESCARA - Ci vuole una commissione, poi alcuni commissari, e poi riunioni, visite guidate, telefonate, raffronti, consulenze che dovranno essere poi illustrate a presidenti di consiglio, di giunta, di commissione, dirigenti e consiglieri. Poi passerà un po' di tempo perchè magari si è fatta estate, e poi se ne comincerà a parlare e si farà un disegno di legge che dovrà andare in commissione dove stazionerà qualche mese e poi all'attenzione di gruppi e dei partiti e poi ci saranno gli emendamenti e di nuovo tutta la trafila punto e capo, e se tutto va bene l'amen in Consiglio. Forse, andrà così. Nel frattempo ci saranno altre conferenze stampa e tanti proclami con cui i promotori annunceranno che i costi della politica saranno tagliati, tanto per tenere alto il bollore, e che la commissione sta lavorando, lavorando, lavorando. La commissione annunciata da Nazario Pagano che dovrà studiare i tagli ai costi della politica dopo un'attenta comparazione con quelli delle altre regioni, non si è ancora insediata e non si sa se mai accadrà. Nel frattempo i dati sugli stipendi di assessori e consiglieri sono consultabili on-line e quindi in cinque secondi sul sito www.parlamentiregionali.it, con grande risparmio di chiacchiere, fatica, soldi e parole.
La Regione Abruzzo elargisce ai suoi rappresentanti politici gli stipendi più alti d'Italia: il governatore Gianni Chiodi e il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano guadagnano più dei presidenti di Basilicata, Calabria, Campania, Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto. E meno soltanto dei colleghi di Puglia, Sardegna e Sicilia. E l'Abruzzo addirittura sorpassa quasi tutte le altre regioni, con l'eccezione del solo Piemonte, per quanto riguarda gli stipendi dei presidenti di commissione consiliare, capigruppo e consiglieri semplici. In questi casi, e basta vedere la tabella accanto, tutte ma proprio tutte le regioni italiane ad eccezione del Piemonte, sono meno sciupone dell'Abruzzo. E non si tratta di pochi spiccioli di differenza: Chiodi e Pagano guadagnano cinquemila euro in più dei loro colleghi marchigiani, una differenza che corrisponde esattamente allo stipendio di un primario che sta per andare in pensione. E' un mistero inspiegabile che il consigliere regionale abruzzese prenda più del doppio del suo vicino marchigiano, di quello friulano, della Basilicata, del Trentino, dell'Umbria. Sbalorditivo quanto prendano i capigruppo abruzzesi rispetto ai colleghi di altre regioni: 15.037 euro in Abruzzo, cinquemila più che in Lazio, Liguria, Molise e Sicilia, mentre in Trentino, Umbria e Marche superano di poco i seimila euro. Se si considera che i gruppi consiliari sono nove di cui sei con un solo consigliere, la vergogna raddoppia (anche se nella passata legislatura i gruppi erano quindici e molti gruppi monodose sono stati creati apposta per far lievitare gli stipendi dei consiglieri). E se si considera che il pacchetto di voci non tassabili come diarie, rimborsi chilometrici, benefit e carte di credito variano dai 518 euro della Val d'Aosta ai 2.400 euro di partecipazione ai consigli regionali e 800 euro per i rimborsi chilometrici dell'Abruzzo, in tutto 3.200 euro nella regione governata dal Pdl, allora il conto davvero non torna.
Non torna perchè l'Abruzzo è una regione che rischia la bancarotta, che il suo buco sfiora i quattro miliardi come ha tenuto a precisare il governatore Gianni Chiodi, che la cassa integrazione è aumentata in due mesi del 1.200 per cento, contro il 500 dell'Italia. E perchè il reddito pro capite degli abruzzesi è di 19.442 euro. Diciannovemila, prima della crisi: proprio così.