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Data: 15/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Deficit ingovernabile, rischio di nuove tasse. I tecnici del ministero premono su Redigolo. L'assessore Venturoni: ci opporremo

Da coprire un buco di 183 milioni La Regione tenta la trattativa «Sarebbe un disastro per l'economia»

PESCARA. Dopo il superticket per le medicine, potrebbero arrivare le supertasse. I tecnici del ministero della Salute e dell'Economia che seguono il piano di rientro della sanità abruzzese, hanno chiesto nei giorni scorsi al commissario Gino Redigolo di aumentare ulteriormente le aliquote regionali Irap e Irpef. Per i tecnici non ci sarebbero più margini di manovra per recuperare i 183 milioni di deficit denunciato ancora dal sistema sanitario regionale.
La comunicazione è stata fatta a Redigolo nel corso dell'ultimo incontro romano. Il commissario si è preso del tempo per informare la Giunta regionale, ma giovedì scorso ha comunque deciso, autonomamente, con un proprio decreto, di alzare i ticket della farmaceutica, fino a 4 volte quelli attualmente in vigore. La decisione è stata presa in parte per fare cassa, in parte per diminuire il consumo di farmaci, visto che la regione nel 2008 ha sforato di un punto il tetto massimo del 14% di spesa farmaceutica che il governo concede sul budget complessivo del fondo sanitario, che per l'Abruzzo è di circa 2 miliardi e 200 milioni (lo sforamento è stato di circa 22 milioni).
Una situazione nella quale l'Abruzzo si trova in buona compagnia, perché il tetto è stato superato da tutte le regioni del Sud e dal Lazio, portando il deficit totale della farmaceutica nazionale a 1 miliardo e 300 milioni.
L'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni ha assicurato che la nuova deliberazione «è stata adottata nel pieno rispetto delle fasce deboli del sistema sociale abruzzese, sia esse di reddito che di patologia e sono state quindi conservate le medesime categorie e tipologie di esenzione oggi in vigore».
I ticket più cari saranno in vigore dal 20 marzo. Sulla base delle nuove tariffe, per ogni confezione prescritta il cui prezzo al pubblico sia uguale o inferiore a cinque euro, l'assistito pagherà una quota fissa di 0,50 euro, sino ad un massimo di un euro a ricetta; per ogni confezione prescritta il cui prezzo al pubblico sia superiore a cinque euro, l'assistito pagherà due euro sino ad un massimo di quattro euro a ricetta. L'unico modo per evitare di pagare il ticket, se non si è nella fascia esenti, è quello di chiedere al farmacista un "farmaco generico" al posto di quello indicato nella ricetta, cioè un farmaco analogo a quello prescritto dal medico che non abbia più brevetto sul principio attivo, o che non abbia nome di fantasia (commerciale) e sia invece identificato solo dal principio attivo).
Per quanto riguarda l'aumento delle tasse, prima della decisione ci sarà almeno un passaggio politico, perché, dice l'assessore «sia io che il presidente Chiodi siamo assolutamente contrari a un aumento di tasse, e il governo dovrà considerare bene questa misura perché vorrebbe dire scardinare l'economia della regione».
Chiodi ne ha già parlato informalmente con qualche ministro, «ma a breve», dice Venturoni, «bisognerà trovare una soluzione». La decisione però è tutta nelle mani dei ministero della Salute e dell'Economia e in quelle del commissario Redigolo.
Nel frattempo l'assessore sta studiando un piano per razionalizzare le spese, «in modo che i tagli non provochino danni di produzione alla nostra sanità». La settimana scorsa i manager delle Asl hanno presentato a Venturoni un piano industriale. Ai manager l'assessore ha dato «altri dieci giorni per raffinarlo, poi vareremo il piano definitivo». Che non sarà solo un piano di tagli, precisa Venturoni, «perché alcune cose andranno tagliate, altre andranno potenziate». Certamente, dettaglia l'assessore «ci sarà la riconversione di alcuni piccoli ospedali e una revisione del rapporto tra sanità pubblica e privata, e sicuramente una centralizzazione degli acquisti per evitare sprechi».
Sul fronte della sanità privata, Venturoni venerdì mattina ha incontrato una delegazione dei lavoratori di Villa Pini, da tre mesi senza stipendio e in presidio permanente sotto l'assessorato. I lavoratori chiedono lo sblocco dei crediti che il gruppo rivendica sulla regione e sui quale esiste un contenzioso.
«Verificheremo che quello che non è oggetto di contestazione venga pagato», assicura l'assessore, «la Asl di Lanciano-Vasto l'ha già fatto, mi rivolgerò alle altre Asl perché facciano lo stesso». Al termine di queste verifiche potrebbero essere sbloccati circa 12 milioni di euro.

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