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Pescara, 28/04/2026
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Data: 15/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'assessore: «Provvedimento necessario». Il rincaro sarebbe dovuto al rientro dal debito e al superamento del tetto per la spesa territoriale

PESCARA - L'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, finito nel mirino per il ticket sui farmaci quadruplicato, prova a difendersi da quello che sembra un vero e proprio autogol politico. «Pur comprendendo che tale misura si inserisce in un momento di particolare difficoltà per la nostra regione, tengo a precisare che l'importo definito è di gran lunga inferiore a quanto in essere in altre regioni sottoposte, come l'Abruzzo, al Piano di risanamento». Eppure il provvedimento del commissario Gino Redigolo, che ha portato il ticket da 50 centesimi a due euro colpisce tutti, soprattutto le fasce più deboli. «Questa delibera -spiega la direzione Politiche della salute- si è resa necessaria in quanto la Regione Abruzzo, pur avendo rispettato nell'anno 2008 il limite definito dal Piano di risanamento per l'assistenza farmaceutica convenzionata, ha superato il tetto assegnato per la spesa territoriale, pari al 14% della spesa sanitaria complessiva. Nella nostra regione tale spesa si è attestata a fine 2008 quasi al 15% e le regioni che superano la spesa devono recuperare almeno il 30% dello sforamento».
Per Venturoni «il ricorso all'aumento del ticket sulle prescrizioni mediche si è reso necessario anche al fine di contribuire a diminuire il noto debito complessivo della Regione, ed è stato adottato nel pieno rispetto delle fasce di debolezza del sistema sociale abruzzese, sia reddituali che di patologiao e sono state quindi conservate le medesime categorie e tipologie di esenzione oggi vigenti».
Dal 20 marzo, per ogni precrizione con prezzo inferiore a cinque euro si pagherà una quota fissa di 50 centesimi sino ad un massimo di un euro a ricetta.Per ogni pezzo prescritto con prezzo superiore a cinque euro si pagheranno due euro fino ad un massimo di quattro euro a ricetta. Rimangono tutte le esenzioni esistenti. «Le nuove disposizioni -conclude l'assessore- non arrecheranno disagio alcuno alle categorie di assistiti maggiormente bisognosi di farmaci, quali quelli affetti da patologie croniche o rare ed i malati terminali necessitanti di terapia del dolore, per i quali varranno le disposizioni finora in vigore».




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