Costantini: decisione estemporanea. D'Amico: sgarbo istituzionale. Uil: tassa impropria La Cisl: Redigolo deve dimettersi
PESCARA. Silenzio dal centrodestra e critiche dal centrosinistra e dai sindacati sull'aumento dei ticket farmaceutici deciso dal commissario Gino Redigolo. Il capogruppo dell'Italia dei Valori in Regione Carlo Costantini annuncia che il suo partito «farà di tutto perché questa decisione estemporanea venga rimossa e sostituita da una iniziativa complessiva di risanamento del debito sanitario, per evitare che a pagare siano sempre i cittadini». Il consigliere regionale del Pd, Giovanni D'Amico si dice sorpreso che «nella sua audizione fatta alla Commissione Sanità del 10 marzo scorso, l'assessore Venturoni abbia omesso di comunicare al Consiglio regionale le decisioni del commissario Redigolo».
Per D'Amico «Il fatto è grave dal punto di vista istituzionale e politico, anche perché l'assessore ha continuato a contestare le mie valutazioni in ordine alla perdita di controllo della spesa sanitaria nella parte di gestione corrente delle Asl». «Già nei tavoli di verifica del ministero dell'Economia in giugno, luglio e settembre 2008 - ricorda l'esponente del Pd - si era rilevata una criticità nelle spese ed io stesso avevo sollecitato i Capigruppo consiliari e il Commissario ad intervenire in sede di gestione, proprio per evitare il ricorso a maggior prelievo fiscale».
Per la Cisl Abruzzo «il commissario Redigolo farebbe bene a rinunciare all'incarico», visto che «in 8 mesi non è stato in grado di tenere sotto controllo i conti della sanità che registrano un aumento del debito sopra ogni previsione».
Per il segretario regionale della Uil Roberto Campo e della Uilp Abruzzo Gianni Orsini «solo in Abruzzo si sono trasformati i ticket in una tassa impropria, perché sono stati inseriti nel piano di rientro dal deficit sanitario, sganciati dagli andamenti della spesa farmaceutica». La Uil critica il piano di rientro «che non sta funzionando», perché «inefficienze e sprechi non li tocca nessuno e il deficit è fuori controllo».
«Non ci risulta», aggiungono Campo e Orsini «che si sia chiesto l'incontro al governo per rinegoziare il piano di rientro. Tanto meno un confronto sulla questione Abruzzo. Né l'assessore alla Sanità ed il commissario governativo hanno risposto alla richiesta d'incontro rivoltagli dal sindacato dallo scorso 25 febbraio». Interviene anche l'ex presidente vicario Enrico Paolini, che giudica l'aumento del ticket «un gioco truccato, una tassa occulta scaricata tutta sui malati».
Per la Federconsumatori Abruzzo «è del tutto impropria l'idea, che attraverso l'aumento della "tassa odiosa" si possa dare una risposta al buco finanziario. Ben altre sono le ricette. Rivedere il piano di risanamento, che non è stato in grado di aggredire la spesa sanitaria e, soprattutto, trasformare il "Piano di riordino dei materassi ospedalieri" in Piano di riordino ospedaliero».