Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.511



Data: 15/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Pilota di Pescara salva 240 passeggeri. Il fumo invade l'Airbus della Cai, atterraggio di emergenza subito dopo il decollo

Il comandante Isidoro è sceso nonostante il surplus di carburante

PESCARA. Quando il fumo ha invaso la cabina di pilotaggio e la carlinga, si è aggrappato a tutta la sua esperienza - 20mila ore di volo spalmate in 25 anni - e con lui i 240 passeggeri dell'Airbus 330 di Air One, ora Cai, diretto a Fiumicino. A mille metri sopra Chicago, il pilota, Emidio Isidoro, 59 anni, pescarese, ha mantenuto il sangue freddo e prima che il panico prendesse il sopravvento a bordo è riuscito a riportare l'aereo sulla pista di decollo.
Superando soprattutto il rischio di un atterraggio con un sovrappeso di quasi 30 tonnellate di carburante. Alla fine, tanto batticuore e un grande sospiro di sollievo per tutti. Tra i passeggeri - nessuno dei quali è rimasto ferito - c'era anche la moglie del comandante, Annarita. La coppia, che ha due figlie di cui una sposata, vive a Cerratina di Pianella.
Erano trascorse le 22 di venerdì in Italia, quando all'aeroporto di Chicago è partito il volo Ap 629 diretto a Roma: poco dopo il decollo, si è verificato un problema a una turbina del sistema di pressurizzazione e aerazione.
«La strumentazione ha immesso fumo invece che aria», ha ripercorso l'accaduto lo stesso Isidoro ieri pomeriggio, «E il fumo ha invaso sia la cabina di pilotaggio sia la carlinga».
Il gelo è calato nei cuori dei quasi 240 passeggeri, oltre ai membri dell'equipaggio. «A quel punto», ha detto il comandante, «ho attivato la procedura di emergenza e lanciato il my day».
Isidoro ha chiesto di poter fare rientro alla base, mentre all'interno del velivolo hostess e stuart hanno cercato in tutti i modi di tranquillizzare i passeggeri, tra i quali cominciava a serpeggiare la paura. E' stata una lotta contro il tempo, perché le mascherine dell'ossigeno non erano utilizzabili e il mezzo viaggiava con il pieno di carburante.
Al pilota pescarese si è prospettata la necessità di effettuare un atterraggio d'emergenza, reso difficoltoso proprio dal fatto di scendere con 28 tonnellate in più di carburante rispetto al peso previsto per l'atterraggio alla meta, non avendo avuto la possibilità di scaricarlo in volo. La professionalità e l'esperienza del pilota pescarese hanno fatto la differenza e l'Airbus 330 è atterrato senza danni all'aeroporto di Chicago.
«Avremmo potuto accusare problemi di tossicità», ha aggiunto Isidoro, «Qualcuno avrebbe potuto sentirsi a male a causa del fumo, e invece è andato tutto bene». Tanto è vero che 150 passeggeri sono stati subito imbarcati su un volo Air India per Francoforte, mentre per gli altri è stato organizzato il rientro in Italia su altri voli.
Fonti della compagnia di bandiera italiana hanno specificato che si è trattato di una normale procedura precauzionale e che non si è corso alcun rischio.
Una spiegazione che ha suscitato l'immediata reazione del Codacons: «Vogliamo spiegazioni non solo sulle cause che hanno prodotto il fumo a bordo ma anche e soprattutto sull'impossibilità di utilizzare le mascherine per l'ossigeno», è la richiesta del presidente Carlo Rienzi. Che aggiunge: «In attesa di chiarimenti, tutta la flotta della nuova Alitalia deve rimanere a terra e ogni singolo velivolo sottoposto a controlli straordinari, al fine di garantire la massima sicurezza dei passeggeri».
«Il comandante era affaticato e molto teso», ha raccontato chi lo ha sentito prima che andasse a dormire. Isidoro ha subito telefonato a casa dei genitori a Pescara. Per non farli preoccupare, si è limitato a riferire di avere perso il volo per Roma. Ha omesso di raccontare che aveva appena salvato 240 persone.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it