PESCARA. «C'è stata una emergenza grave a mille metri d'altezza e ho effettuato un atterraggio da professionisti». Alle 12 di ieri, via telefono, dopo averli rassicurati subito dopo il ritorno a Chicago, Emidio Isidoro sintetizza ai genitori Teodoro ed Enrichetta come sia riuscito a portare in salvo 240 passeggeri, moglie compresa. Un pilota con 25 anni di esperienza, eppure scartato per un cavillo all'accademia aeronautica di Pozzuoli. A strada Colle Marino 1, i cronisti chiedono notizie del nuovo angelo custode degli Stati Uniti. Il telefono ha preso a squillare dalle 6: era Sky. «Mio figlio è un pilota di primo piano», fa il papà. «E' di fama internazionale», puntualizza la mamma. I genitori del comandante pescarese si commuovono appena sentono la voce del figlio. «Emidio, come stai? Ma questo aereo lo farai guardare bene prima di ripartire?», incalza la mamma in lacrime, «E' andata bene perché sono devota alla Madonna di Lourdes».
Isidoro non è nuovo ad atterraggi di emergenza: già nel 1985 ne dovette affrontare uno, quando si spense il motore di un Cessna durante l'attacco di uno striscione pubblicitario all'aeroporto di Pescara. «Fu un momento bruttissimo», ricorda il padre, «il motore non si riaccese ma Emidio riuscì a far atterrare l'aereo fuori pista sul morbido, dove c'era l'erba. Quando scese era molto provato, si vedeva che aveva compreso il pericolo».
Emidio prese subito un altro volo. «Era il suo modo per farsi passare la paura. Da piccolo aveva avuto problemi di salute e lo portavo sempre in montagna, a Campo di Giove: è lì che si è fortificato. E' un figlio tutto speciale».
Una carriera anomala, cominciata con studi di ragioneria perfezionati al Manthoné di Pescara, e proseguita dopo il militare con l'iscrizione senza successo all'accademia aeronautica di Pozzuoli. Da qui, Isidoro ha lavorato al Banco di Roma, a Napoli per tre anni, e poi a Pescara per altri 10, fino a quando la sua carriera si è interrotta bruscamente «per una questione che lo ha deluso ed è andato via sbattendo la porta», precisa il padre. Nel frattempo si era iscritto a Giurisprudenza per diventare avvocato, ma la toga non lo affascinava. Proprio in quel periodo Isidoro si è concentrato sul volo acquisendo la sua prima licenza di volo turistico con cui ha effettuato voli di ricognizione antincendio e pubblicitario diventando, a fine anni 80, presidente dell'Aeroclub dove si è occupato di organizzare le due manifestazioni aeree che hanno visto l'arrivo del Concorde e l'esibizione delle Frecce Tricolori a Pescara.