PESCARA. Facendo i conti al netto delle trattenute, un semplice consigliere regionale abruzzese prende in busta paga 4.840 euro al mese, ai quali vanno aggiunti 6.084 euro di rimborsi spese, più qualche rimborso a pie' di lista non ben specificato. In tutto fanno 10.924 euro mensili netti. L'Abruzzo, secondo i dati del parlamentino dei Consigli regionali, è all'ottavo posto tra le regioni italiane per trattamento economico dei propri rappresentanti politici.
I meglio pagati sono i consiglieri calabresi (8.500 euro netti al mese) che però hanno un rimborso più basso (solo 2.800 euro). Peggio dell'Abruzzo stanno Regioni di tutto rispetto come il Lazio (tra indennità e rimborsi non si arriva a 10mila euro), la Liguria (poco più di 9mila euro), la Toscana (meno di 8mila euro), il Trentino Alto Adige (poco più di 6mila euro). Impossibile capire l'origine di queste differenze.
Molte Regioni si stanno comunque muovendo per tagliare i costi, e il ministro delle Politiche regionali Raffaele Fitto ha annunciato una direttiva per uniformare, sempre rispettando l'autonomia degli enti, i singoli interventi.
Queste cifre si riferiscono comunque agli stipendi minimi, dato che una parte dei consiglieri ha altri incarichi (capogruppo, presidente di commissione, segretario o segretario questore) che in Abruzzo garantiscono dai 500 ai 1000 euro in più netti al mese.
In campagna elettorale il presidente Gianni Chiodi aveva promesso di abbassare gli stipendi, ma soprattutto di sterilizzare le pensioni. Oggi appare più cauto e dice che i tagli non risolverebbero la crisi dei conti regionali (vedi servizio di lato). Il presidente del Consiglio Nazario Pagano, appena eletto ha incaricato una commissione di tecnici di studiare il problema, beccandosi l'accusa di demagogia dal capogruppo di Rifondazione Maurizio Acerbo («Ma quale commissione, basta una leggina di poche righe»). Dall'aula consiliare l'altra voce che si è alzata per chiedere una riduzione di mille euro da devolvere a un fondo per i lavoratori precari è stata quella di Giuseppe Tagliente.
La Regione vede intanto crescere il suo deficit e avvicinarsi nuove tasse per coprire il buco della sanità. Il tema dei sacrifici è quindi caldo e maturo. Per tutti. Per gli abruzzesi, ma anche per i suoi politici.