PESCARA. «Se si azzerassero gli stipendi dei componenti la Giunta e dei consiglieri regionali, i problemi chiave non verrebbero certo risolti». Così il presidente della Regione Gianni Chiodi ha commentato ieri il dibattito crescente sulla riduzione delle indennità dei consiglieri regionali. Chiodi teme che questo tema inneschi una «deriva populista»; paventa «danni alla credibilità delle istituzioni e una disaffezione dei cittadini verso la politica». Invita invece l'opinione pubblica e i mezzi di informazione a pungolare la classe politica su «eventuali carenze programmatiche» e a criticare «anche duramente, in caso di cose promesse e non realizzate».
Ma la riduzione dei costi della politica (con relativa semplificazione della giungla degli enti) è stata proprio una delle promesse di Chiodi in campagna elettorale. In diversi interventi il governatore ha convenuto sulla necessità di dare un segnale ai cittadini, riducendo «simbolicamente» del 10% le indennità. Ma soprattutto si è detto d'accordo sulla necessità di riformare il sistema delle pensioni, che al di là di derive populiste sempre possibili, è obiettivamente un privilegio assoluto della nostra classe politica.
In Abruzzo la pensione di un consigliere, o assegno vitalizio, si calcola sulla base lorda di 9.948,09 euro che è l'85% dell'indennità di un parlamentare (11.703,64 lordi). L'ex consigliere regionale che ha alle spalle una sola legislatura (5 anni) ha diritto a un assegno vitalizio, a partire dall'età di 55 anni, di 2.269 euro lordi al mese. Questo è un assegno ridotto, perché fino a 59 anni sono previsti coefficienti di abbattimento: a 55 anni (0,7604), a 56 anni (0,8016), a 57 (0,8460), a 58 (0,8936), a 59 (0,9448).
A 60 anni scatta l'assegno pieno. E a 60 anni con una sola legislatura si acquisisce il diritto a un assegno vitalizio di 2.984,43 euro lordi (il 30% di 9.948,09). Sempre a 60 anni con due legislature l'assegno vitalizio salta a 4.476,64 euro lordi (45% di 9.948,09). A 60 anni con tre legislature il vitalizio è di 5.968,86 euro lordi (60% di 9.948,09). A 60 anni con oltre 16 anni di permanenza in Consiglio regionale (il periodo appena necessario a un comune cittadino per maturare una baby-pensione di poche centinaia di euro), la pensione è di 6.267,30 euro lordi (63% di 9.948,09). Nella complessa ed elaborata normativa pensionistica regionale sono previste anche fasi intermedie: con 6 anni di legislatura: 3.282,87 euro lordi (33% di 9.948,09); 7 anni: 3.581,32 euro lordi (36%); 8 anni: 3.879,79 euro lordi (39%); 9 anni: 4.178,20 euro lordi (42%); 11 anni: 4.775,09 euro lordi (48%); 12 anni: 5.073,53 euro lordi (51%); 13 anni: 5.371,97 euro lordi (54%); 14 anni: 5.670,42 euro lordi (57%).
Molti consiglieri regionali si giustificano dicendo che i versamenti previdenziali li fanno anche di tasca propria. Ma il vantaggio resta enorme. Perché nessun fondo pensione in nessun angolo del mondo dà questi rendimenti.