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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Riordino degli enti, oggi all'Emiciclo pioggia di emendamenti

PESCARA - I gruppi di opposizione in Consiglio regionale presenteranno stamattina nella riunione di Palazzo dell'Emiciclo una ventina di emendamenti al progetto di legge del Pdl sui "Principi generali in materia di riordino degli enti regionali".
Per il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, con la presentazione degli emendamenti «si vuole evitare che l'iniziativa del centrodestra sul riordino degli enti resti una scatola vuota, priva di una reale portata innovativa. Nel progetto di legge del Pdl «c'è solo una norma che consente a Chiodi di nominare commissari in attesa che si proceda al riordino. Fra gli emendamenti da noi presentati, con il consenso degli altri gruppi di opposizione, c'è l'esclusione dalle società regionali e dall'amministrazione degli enti, oltre che dagli organi di revisione contabile, dei rinviati a giudizio contro la pubblica amministrazione e dei condannati in primo grado per delitti non colposi, oltre che per reati ambientali o derivanti dalla violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro. E la sostituzione dei consigli di amministrazione delle aziende regionali con amministratori unici». Negli emendamenti l'opposizione dice inoltre stop alle società regionali «che si moltiplicano facendo shopping di altre società. Gli acquisti fallimentari operati dall'Arpa fra il 2000 e il 2005 sono emblematici».
Stop anche alla proliferazione degli enti e delle società regionali: per ogni singolo settore di competenza della Regione si prevede la costituzione di non più di un ente o società. Per le nomine degli amministratori si prevede non più «una generica pregressa esperienza, come proposto dal Pdl, ma una pregressa esperienza maturata nel settore specifico di riferimento». Costantini, per questo emendamento, ha fatto riferimento in particolare al caso del giornalista Diaconale, nominato alla guida del Parco nazionale del Gran Sasso. Fra gli emendamenti anche un tetto ai compensi di amministratori di enti e società regionali, che non potranno in nessun caso superare il 40% dell'indennità lorda dei consiglieri regionali.



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