PESCARA. La Regione non aspetterà i 180 giorni previsti dalla legge approvata nell'ultimo consiglio per attuare lo spoil system nelle agenzie e nelle società regionali. Oggi arriverà nella nuova aula dell'ex Gil all'Aquila un progetto di legge di giunta che indica i criteri per il riordino degli enti e, nelle more della riforma, ne prevede il commissariamento. Su questo progetto di legge l'opposizione di centrosinistra ha annuncianto una ventina di emendamenti.
«Abbiamo valutato con interesse la proposta, ma ci sembra povera di contenuti», ha spiegato il capogruppo dell'Idv Carlo Costantini, che ieri ha presentato gli emendamenti assieme al capogruppo del Pd Camillo D'Alessando e alla consigliera Marinella Sclocco (ma gli emendamenti sono firmati anche da Prc, Verdi, Comunisti italiani).
In sintesi, Chiodi intende riformare gli enti entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge, introducendo una sorta di principio di sussidiarietà, per cui gli enti regionali gestiranno solo quei servizi che non possono gestire gli enti locali o direttamente l'amministrazione regionale. Da questo principio deriverà un piano di fusioni, accorpamenti e soppressioni di enti e agenzie, alcune delle quali già in atto o allo studio, come le Ato, oggi commissariate, o le società di trasporto regionale, Arpa, Gtm e Sangritana, per la cui riforma esiste già un piano di fusione studiato dalla Kpmg pagato dalla Regione 190 mila euro.
La legge prevede anche i criteri per le nomine degli amministratori («requisiti di professionalità ed esperienza»), mentre sui compensi si fa riferimento ai «livelli di complessità della gestione». Quanto al commissariamento che precederà il riordino, la giunta propone di affidarla «ove possibile» a personale della Regione. Nel frattenpo gli enti dovranno bloccare le assunzioni e ad astenersi da atti di «straordinaria amministrazione».
Il centrosinistra ritiene la legge «una scatola vuota» e chiede l'introduzione di criteri più vincolanti. Come l'esclusione dai vertici delle società dei rinviati a giudizio contro la pubblica amministrazione e dei condannati in primo grado per delitti non colposi, oltre che per reati ambientali o derivanti dalla violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro; e la sostituzione dei consigli di amministrazione con amministratori unici. Si prevede poi che per ogni settore regionale ci sia non più di un ente o società. Per le nomine degli amministratori si stabilisce non più «una generica pregressa esperienza, come proposto dal Pdl, ma una pregressa esperienza maturata nel settore specifico di riferimento». L'emendamento fa riferimento al caso del giornalista Arturo Diaconale, recentemente nominato commissario del parco del Gran Sasso. Fra gli emendamenti si prevede anche un tetto insuperabile ai compensi di amministratori di enti e società regionali che non potrà in nessun caso superare il 40% dell'indennità lorda dei consiglieri regionali, e il divieto di cumulo tra indennità di carica.