PESCARA. Polemiche sulla decisione di aumentare i ticket dei medicinali da venerdì 20. E preoccupazione per il rischio sempre più imminente di un aumento delle tasse. La Uil Abruzzo ha chiesto al presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, di chiedere immediatamente un incontro ufficiale al Governo «per rinegoziare il piano di risanamento» della sanità in modo da evitare l'aumento di tasse agli abruzzesi.
«Se non lo fa», ha sostenuto il segretario regionale della Uil, Roberto Campo «se lascia che il confronto sia con i tecnici del Governo, e non con il Governo, se non corregge prontamente il tiro rispetto alla strada imboccata con l'ulteriore aumento dei ticket farmaceutici, vuole dire che il suo programma ufficiale non è il suo vero programma».
Anche la Cgil Abruzzo chiede la revoca dei ticket e sollecita un tavolo di confronto con gli altri sindacati e le associazioni dell'Intersindacale medica per verificare le azioni possibili «per contrastare la strada dei ticket». «La giunta regionale e l'assessore Venturoni», sostiene la Cgil «non possono nascondersi dietro gli atti del Commissario del governo».
Anche il capogruppo in Consiglio regionale del Pdci, Antonio Saia, sostiene che l'aumento dei ticket sui farmaci è una «decisione inaccettabile della Giunta di centrodestra che per questo, si trincera dietro il commissario Redigolo».
Protestano anche i farmacisti. Per Federfarma Abruzzo la decisione del commissario «interviene ancora una volta sull'assistenza farmaceutica erogata tramite le farmacie e cioé sull'unica voce di spesa costantemente monitorata e sotto controllo».
«I veri sprechi da eliminare sono nella spesa per farmaci distribuiti dalle Asl direttamente ai cittadini o destinati agli ospedali», dice il segretario regionale Alfredo Orlandi «perché non esistono dati certi sulla tipologia dei medicinali acquistati, sui costi sostenuti per acquistarli, conservarli, distribuirli e smaltirli quando scadono».
Federfarma Abruzzo è poi contraria alla proposta della Fimmg Abruzzo di potenziare, in alternativa ai ticket, la distribuzione diretta di medicinali da parte delle Asl e degli ospedali. «Aumentare il numero dei farmaci distribuiti direttamente dalle Asl o utilizzati dagli ospedali» dice Orlandi «significherebbe aumentare quell'area grigia di spesa che sfugge ai controlli e determina lo sforamento del tetto di spesa». «La vera alternativa», conclude Federfarma, «è quella di ricorrere a un accordo Regione-farmacie per consentire la distribuzione di medicinali acquistati dalle Asl, a condizioni concordate».