Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.511



Data: 17/03/2009
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Brutti, la sponda della Cgil in casa Di Pietro. L'ex sindacalista uscito dai Ds e dopo Sinistra democratica oggi è il responsabile lavoro di Idv. Nel '91 divenne segretario della Filt Cgil dove rimase fino al 1996

Mentre il partito democratico è in ambasce ogni qual volta deve scegliere se è più giusta la posizione della Cgil o quella della Cisl, c'è un altro parito - paradossalmente meno di sinistra - che invece si è schierato decisamente con la Cgil: in piazza con il sindacato di Guglielmo Epifani già alla manifestazione del 13 febbraio a San Giovanni e poi di nuovo con i pensionati Cgil il 5 marzo a piazza Navona. E ci sarà anche il 4 aprile all'appuntamento convocato dal sindacato rosso al Circo Massimo. Si tratta dell'Italia dei valori. Dietro questa scelta, più che il leader Antonio Di Pietro , c'è il responsabile Lavoro del partito, cioè Paolo Brutti . A più questo nome non dice molto, ma Brutti ha un lungo passato di spicco nella Cgil. È stato direttore generale della confederazione dall'87 all'89, poi è entrato nella segreteria guidata da Bruno Trentin e dove c'era lo stesso Epifani.
Nel '91 fu quindi mandato a dirigere la Filt (Trasporti), dove rimase fino al 1996. Poi, uscito dal sindacato, è stato per 3 anni presidente dell'azienda di trasporto pubblico locale di Perugia, la sua città, e quindi, nel 2001, il passaggio in politica: ovviamente nei Ds, per i quali fu eletto al Senato e poi riconfermato nelle elezioni del 2006 con l'Ulivo.
Ma nel 2007, non condividendo la nascita del Pd, Brutti è passato a Sinistra democratica di Fabio Mussi , si è cioè spostato a sinistra. Non rieletto alle elezioni del 2008, alla fine dello scorso anno, a 67 anni suonati, la mossa a sorpresa con l'adesione all'Italia dei valori.
Una scelta strana per uno che da sempre ha fatto della logica il suo secondo mestiere, insegnando Teoria dei numeri all'Università di Perugia. Brutti, naturalmente, non la vede così: «L'Italia dei valori è un partito allo stato nascente che raccoglie le più svariate posizioni e storie personali».
Comunque sia, Brutti ha preso in mano il nuovo incarico e ha creato dal nulla il dipartimento Lavoro dell'Idv, impegnando il partito fin dalla vertenza Alitalia a scendere in piazza con i megafoni tra gli irriducibili. «Stiamo con i lavoratori. Se la Cgil è l'unica delle tre confederazioni che dà voce alla loro protesta per una crisi che si aggrava ogni giorno di più è naturale che noi stiamo con la Cgil. Ma ci piacerebbe che anche gli altri sindacati si muovessero». I risultati già si vedono, dice Brutti: «In molte regioni, Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Veneto, Toscana, ci sono numerosi dirigenti locali del partito che hanno alle spalle incarichi nella Cgil».
Continuerà a scendere in piazza l'Idv, perché «oggi c'è bisogno di suscitare la mobilitazione dei lavoratori. Quando facevo il sindacalista io, invece, avevamo il problema opposto: governare una spinta enorme che veniva dal basso. Adesso prevale il ripiegamento del mondo del lavoro, quasi un senso di rassegnazione». E così, sotto le bandiere dell'Idv, Brutti cerca la sua seconda giovinezza.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it