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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Vogliamo restituire quest'opera alla città» Improvviso blitz di Toyo Ito in piazza Salotto. Poi il vertice alla Clax Italia di Pomezia

Analizzate con il Comune e gli esperti le cause del cedimento. Fra 45 giorni il verdetto. Tra le ipotesi anche la diversa temperatura fra le due colorazioni

PESCARA. «Vogliamo arrivare a capire, ho pensato quest'opera per Pescara e vorrei che restasse qui. Farò di tutto per ripagare la vostra città per avere scelto e creduto in questo progetto». Una stretta di mano con il vice sindaco Camillo D'Angelo, una prima riflessione sulla profonda ferita dello Huge Wine Glass: «Ho già due o tre ipotesi mie da verificare». Il maestro Toyo Ito appare provato.
Non erano dei semplici turisti giapponesi quei tre signori che ieri mattina, poco dopo le 7, sono stati visti aggirarsi attorno al calice di piazza Salotto. Tra loro, con lo sguardo fisso verso lo Huge Wine Glass, c'è l'architetto giapponese Toyo Ito che ha disegnato l'opera per Pescara.
Un "blitz" senza preavviso, un sopralluogo annunciato nelle settimane scorse, dopo la rottura del parallelepipedo realizzato nello stabilimento della Clax Italia di Pomezia, ma che ieri ha colto tutti di sorpresa. Toyo Ito è giunto a Pescara con il suo staff, proveniente direttamente da Roma, per accertarsi di persona dell'entità del danno causato alla sua opera.
Alle 9 il vicesindaco Camillo D'Angelo è stato informato dell'arrivo dell'architetto giapponese in Municipio. Un incontro durato non più di mezz'ora per ridarsi appuntamento nel pomeriggio alla Clax Italia di Pomezia, dove si è svolto il vero incontro operativo della giornata per valutare le cause del cedimento del calice di piazza Salotto avvenuto esattamente un mese fa. Nei laboratori di Pomezia si sono ritrovati lo staff di Toyo Ito, quelli della Clax Italia guidati da Roberto Munzi, il vice sindaco D'Angelo con i dirigenti dell'area tecnica del Comune Luciano Di Biase e Pierpaolo Pescara; due docenti di Scienze dei materiali e delle costruzioni dell'Università Federico II di Napoli invitati per una consulenza esterna. «Sulle cause del cedimento dello Huge Wine Glass sono state fatte quattro o cinque ipotesi» ha spiegato D'Angelo al termine del vertice di Pomezia. «Il passo successivo sarà quello di un incontro più ristretto fra i tecnici per venire a capo di questo lavoro». Cosa avrebbe procurato quella profonda ferita? Gli esperti si sono soffermati su quattro o cinque possibili ipotesi. «Tra queste», spiega ancora D'Angelo, «la differenza di temperatura tra la parte rossa del calice e quella trasparente il sole nella parte alta e l'acqua sotto; l'assorbimento di umidità, il diverso spessore del bianco dal rosso; l'escursione termica tra il giorno e la notte. E' stato poi ricordato che si tratta di un'opera unica al mondo. Per realizzarla sono stati sperimentati processi di lavorazione talmente innovativi che non tutto era prevedibile».
E ora che ne sarà del Wine Glass? «L'impegno è di riproporre la realizzazione dell'opera, ma prima di riprendere la lavorazione occorrerà capire bene cosa è successo. Toyo Ito è molto provato, molto dispiaciuto per quello che è successo. Ha detto che farà di tutto per ripagare Pescara per aver scelto questo progetto. E stiamo parlando di un personaggio di levatura internazionale che tutti gli studenti del mondo vorrebbo accanto per almeno mezz'ora. Il suo staff ha fatto degli studi in Giappone sulla base delle fotografie che erano già state scattate. Ora hanno chiesto alla Clax un pezzo della struttura per fare ulteriori approfondimenti». A conclusione del vertice di Pomezia è stato costituito un tavolo tecnico fra Clax Italia e lo studio Toyo Ito al fine di arrivare ad una prima ipotesi concreta entro 45 giorni.
Il Comune ha riaffermato la necessità di capire entro breve le cause del collasso del calice e «come Amministrazione», ha spiegato ancora D'Angelo «abbiamo chiesto il rifacimento dell'opera». Richiesta che non avrebbe trovato alcun ostacolo sia da parte della Clax italia che da Toyo Ito. Il punto resta quello di evitare il ripetersi di "criticità" nella struttura. Ma non si prevedono comunque tempi strettissimi per rivedere il nuovo Huge Wine Glass in piazza Salotto. Non è neanche chiaro cosa ne sarà di quello attuale, il parralelepipedo dal calice rosso che ha cambiato i suoi riflessi dopo la rottura. Secondo alcune suggestive interpretazioni, traendone anche giovamento.

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