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Data: 17/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Partito democratico, i giorni dell'ira. Riga convoca segreteria e gruppo, ribadisce sostegno al sindaco e l'inesistenza di veti per l'ingresso di Sd e Socialisti in Giunta

Un documento "segreto" finisce su un quotidiano web e scoppia la bomba

«Sono stato svegliato prima delle 8 e la notizia mi ha lasciato letteralmente di stucco, non volevo crederci, ho chiamato uno per uno i sei, mi sono sentito tradito...» racconta uno sbalordito Roberto Riga, che si sente "pugnalato" dai "suoi" più fedeli sei amici della fu Margherita. «A me non importa più di tanto dopo le parole dell'arcivescovo Giuseppe Molinari sulla politica e sui politici, "solo chiacchiere", l'episodio mi lascia indifferente» aggiunge un rassegnato Massimo Cialente.
La "bomba" è esplosa. E il fragore è devastante. Non bastavano le difficoltà di una maggioranza, che, a fatica, cerca di tornare sul binario dell'"Unione", così come auspicava proprio ieri Romano Prodi, ricoinvolgendo e riallargando alle altre forze politiche del centrosinistra in corsa con Cialente due anni fa ed ecco che sul web quotidiano "IlCapoluogo.it" appare un documento di disapprovazione di sei consiglieri del Pd, Vito Albano, Piero Di Piero, Pierluigi Mancini, Angelo Orsini, Francesco Pistoia e Vincenzo Rivera: «La futura composizione della Giunta comunale non incontra la nostra approvazione... Infatti la nuova Giunta vede il Pd fortemente penalizzato sia nella rappresentatività numerica, sia in quella politica, andando a perdere deleghe importanti... In realtà abbiamo la sensazione che si stia creando un sottile sbilanciamento all'interno del partito solo a favore di una parte delle componenti, penalizzando i valori cattolici e cristiano - democratici... Ribadiamo il nostro impegno nella maggioranza comunale, nel partito e nel centrosinistra». L'ultima frase, per la verità, fa tirare un sospiro di sollievo a Riga, ma non può smorzarne la rabbia. Urge un chiarimento e, infatti, Riga convoca immediatamente una riunione della segreteria comunale e del gruppo consiliare. Interpellati uno per uno, nessuno dei consiglieri ammette: «Il documento l'ho dato io...».
Quanto questo conti e quanto sia importante "individuare" chi ha scelto di fare una fuga in avanti divulgando un documento che sarebbe dovuto rimanere all'interno del partito, beh, per la verità, non ha alcun valore politico. Il documento c'è: i sei consiglieri, per motivi politici e personali, sono contrari alla composizione della futura Giunta. C'è chi difende a oltranza la posizione di Roberta Celi e chi aspira a una propria posizione di prestigio o di maggiore visibilità in Comune o in enti. È tutto ovvio, la solita storia. Una vecchia storia. Qualcuno ha "tradito"? Questa è un'altra storia. Politicamente, invece, bisogna esprimere una posizione certa del gruppo e del partito e lo fa, fino a prova contraria, il segretario comunale e vice sindaco, Riga: «Non c'è alcun pregiudizio, non c'è alcuna preclusione, non c'è alcun veto... Si stava ragionando su un documento, ma questa è un'altra cosa. Chi ha inviato la bozza del documento al Capoluogo è..., vabbé, lasciamo perdere. Il Pd esprime, ma non ce n'è bisogno, pieno sostegno al sindaco ed è d'accordo sul coinvolgimento in Giunta di Sd e Socialisti. Avendo cinque assessori, è logico che debba rivedere la propria composizione». Caso chiuso? Mica tanto, se c'è la necessità di riunire segreteria e gruppo. Gli "appetiti" sono tanti, i posti pochi...



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