Menna (Udc): basta criminalizzare Si faccia chiarezza
L'AQUILA. «Il nostro obiettivo è quello di ridurre le indennità dei consiglieri». Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano spiega così l'idea della commissione di tecnici istituita per fare chiarezza sulle spese affrontate dalla regione per pagare gli eletti all'Emiciclo e i gruppi politici, «anche in riferimento alle altre Regioni». Un'esigenza di chiarezza che è istituzionale ma anche personale, perché confessa Pagano, «dopo tre legislature anch'io non so bene qual è il quadro generale».
Per Pagano ridurre le indennità vuol dire «dare un segnale alla comunità abruzzese, una risposta in termini di chiarezza». L'appello di Pagano arriva durante la seduta del Consiglio regionale chiamato ieri ad approvare la legge sui criteri di riordino degli enti. Un'assemblea molto preoccupata da un conto economico che riduce giorno dopo giorno i margini di manovra dell'esecutivo. Venerdì scatteranno i nuovi ticket delle medicine. Nuove tasse incombono per il deficit della sanità. Del Bilancio 2009 non si vede ancora traccia. E da qui a pochi giorni la Regione potrebbe essere costretta ad annunciare tagli drastici a molti settori (in primis cultura, sport, sociale). È evidente che il piccolo sacrificio richiesto ai consiglieri diventi un atto simbolicamente necessario.
Per il capogruppo dell'Udc Antonio Menna deve essere così, ma Menna protesta e chiede tutela a Pagano, perché la campagna sui superstipendi rischia di «criminalizzare» la classe politica abruzzese. «Girano cifre assurde», sbotta Menna, «per questo io propongo di rendere pubblici gli statini degli stipendi, così si fa chiarezza».
Una soluzione, ricorda Maurizio Acerbo che «è già legge di questa Regione, grazie all'iniziativa di Rifondazione Comunista che ha voluto l'istituzione dell'anagrafe degli eletti che entrerà in vigore da giugno».
Anche il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro è favorevole a pubblicare gli stipendi «per ristabilire la verità». D'Alessandro, favorevole al taglio, ricorda però che il consiglio regionale abruzzese «è stato l'unico consiglio in Italia a sterilizzare l'aggancio degli stipendi agli aumenti dei parlamentari». Giorgio De Matteis (Mpa) rispolvera un suo vecchio cavallo di battaglia: «Ognuno di noi opera secondo le proprie sensibilità e se questo consiglio ha dignità penalizzi chi non lavora e valorizzi chi a questo ruolo dà attenzione reale. Le strade ci sono, sono già tracciate».
Un appello a tagliare gli stipendi arriva anche dal segretario provinciale del Pd di Pescara Antonio Castricone: «Torniamo ad una politica più umile e sobria, che capisca il contesto in cui vive ed agisce e che faccia appassionare le persone. Alla nostra consigliera regionale ed all'intero gruppo del Pd chiedo, come segretario provinciale, di iniziare immediatamente a lavorare ad una proposta che riduca gli stipendi e abolisca senza tante storie l'intollerabile pensione per i consiglieri».