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Data: 18/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Ricette locali contro la crisi globale. Marchioli (Cgil): prime buone risposte dagli amministratori

L'intervista. Il segretario generale del sindacato risponde sulle emergenze dell'economia e del lavoro

CHIETI. Ricette locali per affrontare la crisi globale. La Cgil incontra i rappresentanti degli enti locali per cercare di arrestare l'emorragia occupazionale in atto. Oltre tremila precari senza lavoro, da dicembre a oggi, e cassa integrazione lievitata del 600 per cento confermano sostanzialmente che l'azione deve essere immediata e incisiva. «I primi colloqui hanno avuto esito più che positivo», dice Michele Marchioli, segretario generale della Cgil provinciale, «abbiamo trovato amministratori sensibili».
«Ora», annuncia il leader sindacale, «stiamo definendo i primi protocolli con Vasto, San Salvo, Lanciano, Fossacesia e Cupello», annuncia il sindacalista. Cosa chiede la Cgil? «Azioni che diano respiro economico a chi è senza lavoro o ha basso reddito. Quindi incremento delle risorse disponibili per i servizi e aiuti sociali, come trasporti, mensa e istruzione scolastica, assistenza domiciliare per anziani e disabili ma anche riduzione o azzeramento di tasse e tariffe dei servizi pubblici e garanzia del pagamento degli interessi alle banche, che concedono anticipi di cassa integrazione ai lavoratori».
Quali sono le risposte dei Comuni?
«Lanciano, per esempio, ha previsto 25mila euro per il pagamento degli interessi sugli anticipi bancari. San Salvo ha incrementato la spesa sociale di 100mila euro. Alle associazioni dei Comuni, presenti nei tre patti territoriali della Provincia, chiediamo di firmare un protocollo unico, in modo da velocizzare le risposte locali alla crisi».
Cosa possono fare ancora i Comuni?
«Potrebbero avviare borse lavoro, progetti in grado di occupare, seppur a tempo determinato, chi è rimasto fuori dal mercato del lavoro. Questi programmi dovrebbero puntare a formare competenze e abilità spendibili immediatamente quando l'economia tornerà a trainare. Ci sono azioni come il turismo della costa teatina o il campus dell'automotive, che presto richiederanno risorse umane. Gli enti potrebbero intanto prevedere progetti lavoro che fungano da laboratori di formazione, ricerca e sviluppo, in attesa che la richiesta maturi».
Le aziende continuano a licenziare. La Sixty conta di mettere in mobilità 55 lavoratori e, nel giro di un anno, maturerà un taglio di organico pari al 25 per cento. Cosa si può fare per fermare questa perdita di posti di lavoro?
«Ragionare al tavolo di crisi della Provincia settore per settore, prevedendo misure per disincentivare le aziende a trasferire le produzioni all'estero. Si potrebbe escluderle dalla possibilità di ottenere fondi pubblici e interprofessionali per la formazione. La Cgil locale e nazionale pubblicizzerà in ogni modo lo sfruttamento di manodopera all'estero, messa in atto da aziende italiane, per ridurre al minimo i costi di produzione».
Oltre ai Comuni, il sindacato sta incontrando i consorzi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e le società di gestione dell'acqua. L'obiettivo è cogliere ogni opportunità a vantaggio di precari, disoccupati, cassintegrati e famiglie a basso reddito. Oggi, alle 17.30, nella sala consiliare di Bucchianico, continuano invece le assemblee pubbliche indette per la manifestazione romana del 4 aprile.

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