VASTO. Prendere il largo e diventare porto di riferimento nel traffico mercantile in Adriatico. Punta Penna vuole crescere. Non teme la concorrenza. Rispetto a 6 mesi fa è aumentato del 20% il numero delle navi attraccate. La ripresa del settore industriale riporta all'attenzione di politici e imprenditori il futuro del bacino. La Regione sta facendo sistemare due grosse torri-faro per agevolare le operazioni di notte mentre il Coasiv (consorzio per lo sviluppo industriale) avvia un progetto per la trasformazione dello scalo in "porto interregionale del medio Adriatico". Già nei giorni scorsi il comitato tecnico riunito a Pescara ha cominciato a lavorare affinché Punta Penna sia inserito nel sistema internazionale dei trasporti via mare.
Al termine dell'ultimo sopralluogo compiuto qualche giorno fa insieme all'autorità marittima e al presidente del Consorzio industriale, Fabio Giangiacomo, l'assessore Tommaso Ginoble ha confermato che Punta Penna e Ortona diventeranno scali internazionali. Punta Penna grazie alla posizione geografica e alla presenza dell'autoporto di San Salvo ambisce a diventare volano dell'economia del comprensorio.
«Il porto di Punta Penna è considerato uno "scalo-cerniera" per il centro Italia», afferma il presidente del Coasiv Fabio Giangiacomo che spiega: «Fissando la punta di un compasso su Punta Penna e facendolo ruotare si coprono sei regioni: Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania e Puglia. Ebbene, Regione e Consorzio hanno deciso di fornire a queste sei regioni i servizi commerciali marittimi».
La prima cosa da fare è adeguare la struttura al futuro ruolo. «Stiamo lavorando sia a terra che a mare», continua Giangiacomo riferendosi al discorso politico e allo sviluppo delle infrastrutture, «il mercato ittico sarà spostato, le banchine verranno allargate e illuminate a giorno anche durante le ore notturne per permettere le operazioni di carico e scarico dopo il tramonto. Fatto che è stato accolto con soddisfazione dagli armatori che ridurranno sensibilmente i costi di transito poiché le navi eviteranno di restare troppo a lungo alla fonda».
Un primo tangibile segno di soddisfazione è arrivato dalla società Grimaldi che da un mese trasporta da Punta Penna i furgoni della Sevel in Croazia. I viaggi prima in programma ogni due settimane ora hanno cadenza settimanale. Il numero di furgoni da caricare è passato da 180 ogni 14 giorni a 150 ogni 7.
La Regione insiste sul fatto che il bacino debba "fare sistema" con l'autoporto e la ferrovia Adriatica. Per la trasformazione completa di Punta Penna il Coasiv ha a disposizione 8,4 milioni di euro.
«Il porto di Vasto è ricco di risorse, grazie al traffico internazionale di merci è uno scalo in buona salute», commenta il consigliere regionale Antonio Boschetti che aggiunge sicuro: «Il futuro di Punta Penna è appena cominciato».