PESCARA. Manifestazione di protesta ieri mattina, a Pescara e all'Aquila, dei lavoratori della Cgil Abruzzo dei trasporti, scuola, chimici, edile, agroalimentare e parte delle comunicazioni, che ieri sono scesi in piazza per lo sciopero regionale di 4 ore contro le «mancate risposte» delle istituzioni alla crisi che in regione sta colpendo molte aziende.
A Pescara i lavoratori si sono ritrovati in viale Bovio, davanti agli uffici della Regione. Assieme al segretario regionale Gianni Di Cesare c'erano diverse delegazioni tra cui alcune della Val di Sangro e dell'area vastese particolarmente colpite dalla crisi finanziaria internazionale.
Per far sentire la voce i lavoratori hanno usato anche fisamornica, tamburello e raganella, urlando slogan al megafono contro la politica e per il lavoro. In tarda matitnata una delegazione della Cgil ha incotntrato l'assessore regionale al lavoro Gatti.
Lavoratori in piazza anche all'Aquila davanti la sede del Consiglio regionale, in via Iacobucci. «I dati diffusi nelle ultime settimane sono più che eloquenti», hanno spiegato i rappresentanti sindacali, «nei primi due mesi del 2009 la cassa integrazione ha raggiunto nell'industria tre milioni e 200mila ore, cioé il 1.267% in più rispetto al 2008».
Mobilitazioni anche per il settore scolastico che ieri si è fermato per 8 ore. «Contestiamo un taglio degli organici alle scuole», ha spiegato Cinzia Angrilli (Flc Cgil) «che per il prossimo anno scolastico si preannunciano drastici. Solo nella provincia dell'Aquila si parla di 300 unità sulla pianta organica a cui si aggiungono 200 precari».
Uniti in protesta anche gli studenti dell'Unione degli universitari.