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Pescara, 09/05/2026
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Data: 21/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Pescara. «Questa è la Los Angeles dell'Adriatico» Il direttore del Censis: lavoro e imprese ecco come è cambiata Pescara in tre anni

PESCARA. Questa città è diventata «la piccola Los Angeles del medio Adriatico». Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, un complimento più bello per Pescara, forse, non poteva farlo. Ma i dati che il dirigente del noto istituto di ricerche ha snocciolato ieri pomeriggio, durante la cerimonia di presentazione del «Rapporto 2006» sull'economia del capoluogo adriatico, mostrano un territorio completamente trasformato, in grado ora di competere con le metropoli del Centro-Nord.
In questi tre anni di amministrazione del sindaco, Luciano D'Alfonso, la città ha scoperto una sorta di Rinascimento, mostrando una vitalità e delle potenzialità che poche città italiane possono vantare. Tutte queste cose sono scritte nelle 113 pagine del Rapporto che anche quest'anno, per il terzo consecutivo, il Censis ha elaborato per il Comune. E' un dossier con centinaia di dati e di cifre, che fotografano una «città in movimento». Così la definisce l'istituto di ricerche e così D'Alfonso l'ha chiamata, con orgoglio, durante il suo intervento alla cerimonia di presentazione del documento in piazza Italia, di fronte a un migliaio di cittadini. Ospiti d'onore sul palco il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, il presidente del consiglio comunale, Gianni Melilla. In platea, le più alte personalità.
«Leggendo queste pagine del rapporto» ha detto D'Alfonso «resta l'impressione viva di una città che ha inaugurato con decisione una stagione di nuovo sviluppo, che ha saputo raccogliere le proprie forze per creare un coinvolgimento attivo di tutti, che è riuscita ad alimentare un dialogo più profondo e proficuo tra pubblico e privato». Ed è forse questo il segreto di questa «esplosione» di Pescara. I dati lo confermano.
Il Prodotto interno lordo, cioè il misuratore della ricchezza di un territorio, indica che Pescara è cresciuta quasi del 3 per cento negli ultimi anni. Con il Pil è aumentata anche l'occupazione. Nel primo trimestre di quest'anno sono stati creati a Pescara 867 posti di lavoro in più. «Questa è una città che cresce anche demograficamente» ha fatto notare il direttore generale del Censis «Non è un caso se qui ogni anno si laureano mille giovani».
Ma la vitalità di un territorio viene segnalata soprattutto dall'andamento positivo dei settori produttivi e il capoluogo adriatico in questo campo marcia come una locomotiva. Il saldo tra imprese attive e cessate è più che positivo: 1.112 nuove iscrizioni contro 802 cessazioni, cioè 310 in più. Commercio e costruzioni sono i settori trainanti.
A questo andamento hanno contribuito certamente i molteplici investimenti condotti dall'attuale amministrazione comunale. Se «Pescara sta conoscendo una nuova primavera», come ha ricordato Melilla, molto è dovuto alle centinaia di opere realizzate e già cantierate in questi tre anni di governo di D'Alfonso. Sono stati spesi oltre 120 milioni di euro per rifare il «look» a strade, piazze ed edifici pubblici, per realizzare nuovi parchi, a una città lasciata in uno stato di semi-abbandono dopo nove anni di governo del centrodestra. Pescara sta cambiando anche grazie all'aiuto di imprenditori locali e della Fondazione PescarAbruzzo che hanno deciso di finanziare alcune opere.
E nel prossimo futuro Pescara raggiungerà altri obiettivi importanti. Li ha annunciati il sindaco. «Le aree di risulta troveranno presto l'aggiudicazione» ha affermato «entro dicembre restituiremo alla città l'ex Aurum e saranno assegnati i lavori per il nuovo teatro». Verrà potenziato il porto per i collegamenti con l'altra sponda dell'Adriatico e anche l'aeroporto.«Oggi il ministro delle Infrastrutture, Di Pietro, si è impegnato a trovare 8 milioni di euro necessari per aprire l'aeroporto in tutte le direzioni», ha concluso D'Alfonso.

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