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Pescara, 28/04/2026
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Data: 20/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le elezioni - Il Pdl ha scelto: Albore Mascia sindaco. Nella sfida a due sacrificato il segretario dell'Ugl Mancini che ambiva alla guida di Palazzo dei Marmi

Verso il voto. A Testa offerta la candidatura alla presidenza della Provincia

PESCARA. Sarà Luigi Albore Mascia il candidato a sindaco del Pdl alle amministrative del 6 e 7 giugno. L'esponente di Alleanza nazionale ha vinto la sfida a due con il segretario provinciale di Forza Italia, Guerino Testa, al quale dovrebbe andare la candidatura alla presidenza della Provincia o la carica di vice sindaco in caso di vittoria del centrodestra. Salvo contrordini di Berlusconi.
Il nodo è stato sciolto nella tarda serata di ieri a conclusione di un vertice cittadino del Pdl, mettendo così fine a un dualismo che si trascinava da settimane e che rischiava di indebolire la stessa coalizione di centrodestra a causa dell'inevitabile schieramento di due "tifoserie" che si erano formate attorno ai due amici-rivali del Pdl.
La scelta non sarebbe stata tuttavia indolore. Al "sacrificio" di Testa si unisce quello di Geremia Mancini, altro esponente storico di An, segretario regionale dell'Ugl, la cui candidatura alla presidenza della Provincia era data ormai per scontata. Anche per Mancini si prospetta un incarico di assessore nei palazzi della Provincia o del Comune che il segretario Ugl frequenta assiduamente da un quindicennio, tranne qualche vacanza legislativa come l'ultima in consiglio comunale.
Un po' tutti avevano immaginato che in casa del Pdl si sarebbe atteso il congresso nazionale fissato per il 27 marzo, ma An e Forza Italia hanno deciso evidentemente di chiudere i giochi prima che venisse ufficializzata la nascita del partito unico.
Sulla scelta di Albore Mascia pesa soprattutto il documento sottoscritto da tutti gli alleati che l'esponente di An conserva con sè dalle elezioni comunali del 2008, quando il centrodestra gli chiese di scendere in campo nella corsa a sindaco contro Luciano D'Alfonso. Consapevole della difficoltà dell'impresa, il giovane avvocato con il pallino del Pescara calcio disse di sì, a patto che la sua candidatura fosse stata vista come una sorta di investimento per il futuro: accetto se sarò ancora io il candidato sindaco alle prossime amministrative. Gli alleati misero nero su bianco senza battere ciglio, anche perché nessuno avrebbe immaginato che la «condizione» posta da Albore Mascia si sarebbe riproposta appena un anno dopo le comunali del 2008. Da quella sfida il candidato del Pdl ne uscì con le ossa rotte contro Luciano D'Alfonso, racimolando appena il 26,42% per cento di preferenze (20.753 voti) contro il 50,27% (39.494 voti) del sindaco uscente. E' successo meno di un anno fa, ma sembra un secolo. Oggi Albore Mascia affronta la corsa a sindaco in una condizione di forza ribaltata rispetto a quello che sarà il suo sfidante del centrosinistra, ancora incerto sul da farsi. Eliminato l'«ingombro» D'Alfonso, a causa delle note vicende giudiziarie, Albore Mascia ritrova inoltre dalla sua parte un quadro di alleanze decisamente più favorevole. Il candidato del Pdl avrà infatti al suo fianco le liste civiche di Carlo Masci e Gianni Teodoro che alle passate amministrative si presenteranno da sole nella corsa a sindaco conquistando rispettivamente il 9,16% e il 5,65% di consensi, contribuendo tra l'altro alla vittoria al primo turno di D'Alfonso, sia pure per una inezia (circa 250 voti di preferenza).

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