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Pescara, 28/04/2026
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Data: 20/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Sindacalista legata con finta cintura bomba. Trovata nella zona della stazione Termini Sembrava un kamikaze. Vive a Montesilvano: picchiata da una coppia e lasciata in una stanza in affitto

PESCARA. Parlava a fatica, mani e polsi legati, il volto completamente coperto di sangue in seguito alle percosse subite. Piegata per terra, sui fianchi una cintura nera da dove spuntavano fili e un timer azionato. Così una cameriera filippina di un Bed&breakfast, in via Volturno a Roma, vicino alla stazione Termini, ha trovato ieri mattina Silvana Sisti, 40 anni, sindacalista nata a Torino e residente da un paio d'anni a Montesilvano. «Sono stati un uomo e una donna», ha detto la vittima alla polizia, in un racconto ritenuto pieno di lacune che per ora avvolge la vicenda in un mistero.
Secondo gli investigatori potrebbe essersi trattato di una vendetta legata, in qualche modo, all'attività professionale della donna e alle sue conoscenze. Per il momento è caccia a una coppia, dopo le prime indicazioni fornite dalla cameriera che ha scoperto la donna e ha dato l'allarme per salvarla. Gli artificieri della polizia sono giunti poco dopo le 10 nel piccolo locale preso in affitto dalla donna non lontano dalla stazione Termini. In tre hanno operato per disinnescare quella che sembrava una cintura da kamikaze del tipo utilizzato per gli attentati in Medio Oriente.
«Era fatta bene, chi l'ha fatta non era uno sprovveduto e sapeva come impressionare anche un artificiere», hanno spiegato gli specialisti della polizia. I panetti, che ad una prima analisi sembravano fatti di quel tipo di creta impiegata per realizzare i giochi dei bambini, erano collegati a un timer e a una falsa pipe-bomb, un ordigno artigianale di forma cilindrica, che conteneva una sostanza non ancora identificata. Un lavoro complesso, studiato e messo a punto con cura: un finto ordigno realizzato con perizia.
«Quando è giunta da noi era terrorizzata e non riusciva a calmarsi», raccontano i medici del policlinico Umberto I, dove la donna è stata ricoverata. Lei, con ecchimosi su tutto il volto, è stata a lungo interrogata dagli uomini della squadra mobile. «Sono stati un uomo e una donna», ha raccontato agli inquirenti dal suo letto nella saletta rossa del Dea. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire un puzzle dai tasselli complessi. Uno «sgarro» da pagare? Un incontro sbagliato? Gli uomini della questura stanno cercando di rimettere in fila tutti gli elementi raccolti.
«Volevano metterle paura», si lascia scappare un inquirente, ma la messa in scena della bomba potrebbe essere anche un segnale inviato «all'esterno», forse ad alcuni conoscenti della donna. In queste ore, intanto, si continua a scavare nel suo passato per individuare un nesso con la violenza della scorsa notte. La donna era arrivata da poco a Roma dove, come ha confidato ad alcuni amici, si trovava «per motivi di lavoro».
A far scattare l'allarme, ieri mattina, è stata la proprietaria del Bed&breakfast che, una volta avvisata dalla cameriera, ha allertato il 118 credendo che la donna fosse morta. Nella camera, secondo quanto si è appreso, sarebbe stata trovata anche una fiala contenente, forse, una sostanza impiegata per narcotizzare la vittima. Ed è per questo che nel racconto di Silvana ci sono ancora molti aspetti da chiarire per quello che si presenta a tutti gli effetti come un mistero.
La donna, che non è sposata, risiede da circa un anno e mezzo a Montesilvano Colle, dove vive insieme alla sua famiglia di origine. Ora, alla luce di quanto è accaduto, anche nei confronti dei suoi familiari potrebbero scattare delle misure di protezione. Finora non hanno trovato conferma le voci di alcune minacce ricevute dalla donna nei giorni scorsi.
Per il suo ruolo di segretario nazionale di confederazione di Confenal e segretario nazionale di Fse (Federazione sindacati europei) Cobas la donna ha partecipato a numerose iniziative a Pescara legate soprattutto al mondo della sanità e alla gestione dei cimiteri cittadini. Sisti, infatti, figura tra le firmatarie di un esposto presentato alla Procura della Repubblica il 3 giugno 2008 su «ruoli, coinvolgimenti e sovrapposizioni di compiti e di rapporti della società a progetto Fidia» per gli appalti dei due cimiteri di Pescara. Da qui è nata l'indagine sull'amministrazione-D'Alfonso. Sulla stampa nazionale sono stati pubblicati articoli in cui la sindacalista plaude all'iniziativa dei magistrati pescaresi di fare chiarezza sui rapporti tra Comune e impresa aggiudicataria del project financing oer la gestione dei cimiteri di Colle Madonna e di San Silvestro. La sindacalista aveva anche sollevato, in un'altra occasione, il caso della salma conservata da 16 mesi all'obitorio dell'ospedale civile «Spirito Santo» a causa di ritardi nell'iter necessario per la tumulazione. I dirigenti locali del sindacato Fse Cobas Giovina D'Ortenzio e Mauro Di Paolo hanno firmato lo scorso 10 marzo un comunicato critico nei confronti della situazione degli operatori impiegati all'interno dei cimiteri cittadini. Aspetti, questi, che erano stati ugualmente segnalati ai carabinieri, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Denunciò alla Procura la gestione dei cimiteri di Pescara. I dirigenti Confenal ricordano le sue battaglie: «Colpita per le sue azioni legali»

PESCARA. «Ho rischiato di morire ma ora sto meglio, grazie. Più tardi magari ti richiamo». Dal letto d'ospedale la sindacalista Silvana Sisti parla a un'attivista locale dei movimenti Fse Cobas e Confenal (Confederazione nazionale lavoratori) che al telefono chiede notizie sulla brutale aggressione. L'episodio avvenuto a Roma è rimbalzato a Pescara con qualche ora di ritardo. «Ci siamo sentite appena ieri», riferisce Giovina D'Ortenzio, rappresentante locale di Fse Cobas, che con la dirigente nazionale residente a Montesilvano ha condiviso numerose battaglie tra le quali quelle per la situazione dei cimiteri cittadini e quella legata ai precari dell'Asl. «È pienamente integrata con la nostra città, dove è stata sempre in prima linea in occasione delle nostre iniziative sindacali tra cui di recente un presidio all'Asl».
I dirigenti nazionali del movimento hanno già trovato la pista. «È stata colpita per la sua attività sindacale di denuncia rispetto ad azioni delinquenziali che lei ha sempre portato all'attenzione degli organismi preposti al rispetto della legge», dichiara Leila Falzone, segretario generale Confenal. «A fargliela pagare sono stati un uomo e una donna. Quando l'hanno aggredita selvaggiamente le hanno detto questa frase: "Fai le cose con ragione altrimenti te la passerai male". Si tratta, evidentemente, della conferma che tutto nasce dall'impegno nel mondo sindacale». La Sisti, che ha cominciato a fare sindacato nella Rsu dell'Azienda sanitaria di Torino prima di trasferirsi in Abruzzo, ha ricoperto anche la carica di responsabile del settore legale e amministrativo ed è stata componente dell'osservatorio regionale per la semplificazione delle procedure amministrative della Regione Piemonte. (e.n.)

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