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Data: 21/07/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Padoa-Schioppa: Possibile ingresso privati in Poste e Ferrovie

Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa
ROMA - Il processo di privatizzazione di Eni ed Enel al momento non farà passi ulteriori, per evitare che le due società corrano rischi di Opa. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel corso di un'audizione tenuta questo pomeriggio al Senato. Al contrario, potrebbe esserci l'ingresso di privati in altre partecipate, in particolare nelle Ferrovie e alle Poste.

Enel ed Eni al limite. Per Enel e Eni "la partecipazione dello Stato è giunta al limite al di sotto del quale queste aziende sarebbero sottoposte al rischio di un'offerta pubblica di acquisto", ha spiegato Padoa-Schioppa.

I privati in Poste e Ferrovie. Per Ferrovie e Poste Italiane c'è "la possibilità dell'ingresso di capitale privato" così come accaduto prima per altre aziende a proprietà statale, ha detto il ministro dell'Economia. L'ingresso dei privati, ha aggiunto, "ha un suo significato" non solo perchè si traduce in un incasso per lo stato ma anche perchè "introduce ulteriore logica di conformità al mercato e di governo delle imprese che può essere positiva".

Partecipazioni statali ancora valide. Apertura al mercato non significa però che sia da accantonare il sistema delle partecipazioni statali, ha spiegato Padoa-Schioppa. "La tradizione migliore del sistema delle partecipazioni statali va riconosciuta - ha detto in Senato - ha dotato l'Italia di una forza industriale in settori in cui era praticamente assente e ha creato delle generazioni di dirigenti industriali che nel settore privato sarebbe stato difficile concepire". Purtuttavia, "dobbiamo però anche riconoscere che c'è stata una fase di decadenza, di perdite, di commistioni con il sistema politico".

Necessario intervento sulla spesa. Il ministro dell'Economia ha poi ribadito la necessità di un intervento sulla spesa, per risanare i conti: "Per troppo tempo non si sono fatti, ma fare i conti ha già un significato importante. Cerchiamo di rimediare ad una situazione molto grave dei conti", ha detto. Per risanare la finanza pubblica - ha aggiunto il ministro - è necessario "operare sulle entrate ed agire sulla spesa. Non bisogna illudersi di intervenire su patrimonio".

Cautela nelle cartolarizzazioni. Il ministro dell'Economia nell'audizione al Senato ha anche espresso qualche perplessità su un uso 'massiccio' delle cartolarizzazioni: "sono una operazione finanziaria come altre" che, comunque sia fatta, comporta "molto spesso un elemento di acquisizione immediata di liquidità, di cespiti o flussi di reddito che non sarebbero liquidi altrimenti" e questo costituisce "una possibile tentazione", ha detto. Da questo punto di vista, le cartolarizzazioni "dovrebbero essere maneggiate con molta oculatezza e non sono sicuro che questo sia sempre avvenuto".

Risparmio, vigilanza rigorosa. "Credo che una delle modifiche più importanti sia quella di completare l'applicazione rigorosa della vigilanza secondo finalità: la vigilanza sulla stabilità alla Banca d'Italia e quella sulla trasparenza e la correttezza del mercato alla Consob", ha detto ancora Padoa-Schioppa nel corso dell'audizione al Senato.

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