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Pescara, 28/04/2026
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Data: 21/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
Enti regionali, pronto il commissariamento. Il piano Pdl: azzerare tutti gli incarichi. Ma dei tagli promessi non si parla più. Forza Italia e An pronti a indicare i propri uomini

PESCARA. Conto alla rovescia per i manager, Cda e commissari degli enti regionali. La giunta regionale di centrodestra commissarierà gli enti appena entrerà in vigore la legge sul riordino delle società a partecipazione regionale approvata dal Consiglio nella seduta di martedì scorso. Molti vertici e Cda sono scaduti in quanto legati alla fine della legislatura e stanno operando in regime di prorogatio. Il centrodestra non vuole lasciare posti di potere nelle mani di persone nominate dall'ex maggioranza di centrosinistra. Ma dei tagli di «enti inutili» promessi finora non si è parlato. Anzi dietro le quinte Forza Italia e An premono per sistemare i propri uomini.
Eppure prima delle elezioni si era osservato che gli enti regionali erano troppi e in sovrapposizione, basta pensare le tre società di trasporto: Arpa, Gtm e Sangritana.
Tra i Cda scaduti quelli delle cinque Ater, aziende territoriali per l'edilizia, ex istituti per le case popolari, (L'Aquila, Pescara, Teramo, Chieti e Lanciano), da tempo in odore di riforma: i presidenti dei Cda ridotti da sette a cinque nella passata legislatura, incassano circa 2500 euro al mese (35% della indennità di carica dei consiglieri regionali) se non sono lavoratori dipendenti, 5000 mila, cioè il doppio se non si tratta di lavoratori dipendenti.
Ai consiglieri di amministrazione vanno 1.080 al mese, al collegio dei revisori dei conti 1901,85 mensili. In regime di proroga anche il commissario dell'Aret, azienda per l'Edilizia e il territorio, che il centrosinistra voleva cancellare: il direttore del settore Cultura Gianluca Caruso percepisce 3803,68 euro lordi al mese.
In proroga anche i Cda (a tre componenti) ed i revisori dei consorzi per lo sviluppo industriale nei quali i presidenti percepiscono oltre 24mila euro all'anno, i componenti del Cda circa 8mila euro annui, i presidenti dei collegi dei revisori circa 23mila euro all'anno, i sindaci effettivi circa 15mila.
Quello aquilano è commissariato con Carlo Massecesi, dirigente regionale, che percepisce 3.077,16 lordi al mese. In quello teramano il presidente incassa circa 48mila e 500 euro annui, i consiglieri oltre 16mila, il presidente del collegio dei revisori dei conti circa 24mila, ed in sindaci circa 15mila.
In scadenza anche la Fira, finanziaria regionale nella quale al presidente vanno 40mila euro lordi annui, ai consiglieri 20mila.
Vanno nominati i vertici dell'azienda di promozione turistica regionale (Aptr), al vecchio commissario Piergiorgio Togni Togni andavano circa 124mila euro lordi annui) e dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr), nella quale i contratti dell'ex direttore, Francesco Di Stanislao, e l'attuale commissario, Francesco Lalli, ex prefetto di Pescara, in prorogatio, parlano di oltre 142mila euro all'anno.
Discorso diverso per cinque dei sei manager delle Asl abruzzesi, visto che quello di Pescara, Claudio D'Amario, è stato nominato dal nuovo governo regionale con un contratto decurtato di circa 110mila euro annui. Gli altri contratti, firmati dal centrosinistra, scadono tra l'aprile del prossimo anno e il febbraio 2011 e variano da circa 136mila euro annui a circa 142mila.
Sarà difficile il licenziamento anticipato senza il contenzioso.
E' equiparato al compenso dei manager il compenso del direttore dell'Arta, agenzia regionale per la tutela ambientale, la cui poltrona di espressione centrosinistra, è di Gaetano Basti. I direttori dell'Arit (agenzia regionale per l'informatica e la telematica) e dell'Arssa (agenzia per lo sviluppo agricolo), rispettivamente Ernesto Esposito e Domenicantonio De Falcis, percepiscono circa 92mila euro lordi annui.

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