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Pescara, 28/04/2026
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Data: 22/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Scontro mortale, assolti i vertici Staur. Ribaltata in Appello la sentenza per la tragedia di Villa Romita

TERAMO. I giudici della Corte d'Appello dell'Aquila ribaltano parzialmente la sentenza di condanna del tribunale di Teramo per la morte di Adriano Ioannoni, il giovane teramano di 30 anni che il 16 giugno del 2001 si schiantò con la sua moto contro un autobus di linea a Villa Tomita, sulla strada provinciale per Miano. Nel 2007 per omicidio colposo furono condannati l'autista del bus, la ditta di trasporti, il Comune, la Provincia e la società Teramo Ambiente.
Per il giudice monocratico del tribunale di Teramo, la sentenza fu emessa da Armanda Servino, furono tutti responsabili, ciascuno per le proprie competenze, della morte del ragazzo. Secondo l'accusa (pm titolare del caso Davide Rosati) il conducente dell'autobus di linea della Baltur Ciarrocchi non ebbe un comportamento prudente perchè per evitare un cassonetto della spazzatura, che aveva occupato parte della sede stradale, andò sulla corsia opposta senza pensare che dietro la curva potesse esserci qualcuno. I giudici della Corte D'Appello, esprimendosi sulle posizioni di garanzia, hanno assolto perchè il fatto non costiuisce reato Agostino Ballone (difeso dall'avvocato Gennaro Lettieri), amministratore della Baltur-Ciarrocchi, che in primo grado era stato condannato a 10 mesi. Secondo l'accusa della procura l'amministratore era corresponsabile della morte del motociclista perchè il bus utilizzato sulla strada in cui avvenne l'incidente era troppo grande per le misure ridotte della carreggiata stradale. Assolti anche il dirigente del settore viabilità della Provincia Agreppino Valente (difeso dall'avvocato Tommaso Navarra) che in primo grado era stato condannato a dieci mesi (era accusato di non aver fatto rimuovere il cassonetto) e Vincenzo Di Bernardo, responsabile del settore trasporti del Comune di Teramo (anche lui difeso dall'avvocato Tommaso Navarra), che era stato condannato a 10 mesi, perchè secondo l'accusa avrebbe consentito alla Baltur-Ciarrocchi un mezzo troppo grande rispetto alla sede stradale. I giudici della Corte d'Appello hanno riconosciuto le attenuanti generiche e l'intervenuta prescrizione per Vincenzo Capriotti, il conducente del bus (difeso dall'avvocato Cataldo Mariano) che era stato condannato ad 8 mesi, e per Claudio Battaglia e Manrico Polisini (difesi dall'avvocato Guglielmo Marconi), rispettivamente coordinatore e responsabile del settore igiene urbana della Team, in primo grado condannati a 9 e 10 mesi. Il primo era accusato di aver fatto mettere il cassonetto sulla curva e il secondo di non aver verificato l'irregolarità. La tragedia si verificò nel pomeriggio del 16 giugno di otto anni fa: il giovane teramano, laureato in lingue straniere e con una grande passione per la musica, stava andando da alcuni parenti quando si scontrò con il bus.

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