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Pescara, 28/04/2026
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Data: 22/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Regione ferma, la crisi avanza» De Laurentiis attacca la Giunta. «E i consiglieri taglino i compensi»

L'AQUILA - Sulle alleanze decideranno gli iscritti perché è un'indicazione che tocca alla base; ma, alla fine, ci sarà una scelta unitaria perché è impensabile che in una provincia ci si allei col centrodestra e in un'altra col centrosinistra. Ma, soprattutto, l'Udc non accetterà diktat da parte di nessuno. Rodolfo De Laurentiis, consigliere d'amministrazione Rai e leader dell'Unione di centro in Abruzzo, calca l'accento su quest'ultima affermazione, che è una risposta indiretta al segretario dell'Italia dei valori, Alfonso Mascitelli. Al vertice del centrosinistra di venerdì sera, a Pescara, il senatore dipietrista ha detto che i tempi per l'Udc stanno per scadere e che deve prendere una decisione se stare di qua o di là, altrimenti resta fuori dai giochi. Ma quale decisione, De Laurentiis?
«Il discorso sulle alleanze -spiega il leader Udc- è esattamente nei termini e nei tempi stabiliti nell'ultimo ufficio politico regionale. Abbiamo chiesto ai quattro comitati provinciali di predisporre il programma e di raccogliere le indicazione che vengono dagli iscritti, anche quelle sulle alleanze, è ovvio. Nella prossima settimana i comitati provinciali riferiranno all'ufficio politico che avrà il compito di definire una strategia».
Ma le alleanze, dice ancora De Laurentiis, dovranno essere basate su una «convergenza programmatica seria, profonda, non sul semplice mettersi insieme per vincere e non per governare. In questo senso i diktat, i tempi che scadono di Mascitelli non ci interessano, non è questo un approccio costruttivo». L'alleanza, inoltre, dovrà essere univoca perché «possono anche esserci sensibilità differenti sulle cose da fare nelle diverse province, ma va cercata un'intesa unitaria. Personalmente lavorerò in questo senso. Perché chi vince, dovrà poi governare e governare bene come richiede la situazione economica di questa regione che è allo stremo».
E sono allarmanti i dati riferiti da De Laurentiis, che non risparmia critiche alla Giunta regionale. «Le cifre che abbiamo a fine 2008 si riferiscono a una regione che ha contratto la produzione industriale fino al 10%, con una domanda interna che ha subito una flessione di più del 10% e con l'occupazione che è diminuita dell'1,8%; lo stesso vale per il fatturato che è sceso dell'8,8%. Di fronte a tutto ciò c'è una difficoltà strutturale delle grandi imprese, mentre le piccole e medie imprese sembrano tenere di più e meglio. La crisi riguarda tutte e quattro le province, meno quella di Pescara. Ma, a parte queste considerazioni, vedo che le contromisure adottate sono del tutto carenti, l'economia affonda e non sanno cosa fare. Non c'è ancora un sostegno adeguato alle imprese e alla domanda interna». Specie da parte della Giunta regionale, che De Laurentiis invita «ad adottare subito decisioni incisive per limitare i danni di questa crisi che può peggiorare. Le misure prese finora si sono rivelate inadeguate».
Una riflessione a parte il leader dell'Udc abruzzese riserva all'esigenza di diminuire i costi della politica e alla polemica sulle indennità ai consiglieri regionali. «E' giusto -dice- andare verso una riduzione dei compensi. E' vero che è un provvedimento che non risolve i problemi dell'indebitamento regionale, ma è pur sempre un segnale verso cittadini che in occasione delle ultime elezioni regionali hanno disertato per metà le urne dimostrando disaffezione per la politica e chi la interpreta».





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