PESCARA. Sono arrivate a quota 900 le firme on line sulla petizione per la riduzione del 20% degli stipendi dei consiglieri regionali, che il Centro ha lanciato sul suo sito (www.ilcentro.it) venerdì scorso. Molte le prese di posizione. Come quella del presidente della Cna Abruzzo Franco Cambi: «Di fronte a un Abruzzo in cui la cassa integrazione guadagni è cresciuta del 1.300% in appena dodici mesi», dice Cambi «di fronte a un Abruzzo in cui 29mila famiglie possono mangiare ogni giorno solo grazie alle collette promosse dal Banco alimentare, di fronte a un Abruzzo delle nuove povertà, del dissesto dei conti regionali e del maxi debito sulla sanità, decenza vorrebbe che la classe politica regionale decidesse di tagliare qualcuno dei tanti privilego di cui gode». Secondo Cambi «non si può tacere, in un momento di emergenza come questo, sui privilegi di cui soprattutto gli eletti in consiglio regionale godono, e che in queste settimane meritoriamente sono stati svelati agli abruzzesi dalle inchieste della stampa. Come nel caso delle laute indennità di carica di cui godono consiglieri e assessori, o soprattutto degli assegni vitalizi maturati dopo un pugno di anni di contribuzione: particolare, quest'ultimo, che suona beffardo in un Paese in cui si decide di allineare a 65 anni l'età della pensione per le donne». Intanto Sinistra Critica ha avviato una raccolta di firme per una proposta di legge per la riduzione degli stipendi dei consiglieri pari a circa il 50%. Quasi 400 firme raccolte in tre giorni. «La raccolta delle firme», spiega il movimento «si estenderà in molti centri della nostra regione. Si può firmare presso i banchetti che Sinistra Critica organizzerà fino alla mayday del primo maggio».