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Data: 22/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Cgil: è boom di cassintegrati. A marzo segni di ripresa per l'auto. «In due mesi Cig per 560 mila lavoratori». La replica di Sacconi: «Pessimismo devastante»

Polemica sui dati fra il sindacato e il ministro. Bombassei (Confindustria): portare il sussidio a 24 mesi

ROMA Più di 560 mila lavoratori in Cassa integrazione nei soli primi due mesi dell'anno. È quanto emerge dall'ultimo rapporto a cura dell'Osservatorio della Cgil sulla Cig del Dipartimento settori produttivi. «La realtà è peggio della immaginazione» si legge nel rapporto.
In particolare, sono oltre 483.000 mila i lavoratori coinvolti nei mesi di gennaio e febbraio dai processi di Cassa integrazione nei settori industria, commercio e edilizia, in Italia. A questi vanno aggiunti i lavoratori interessati dalla Cig in deroga, stimabili in non meno di 80 mila unità; per un totale di oltre 563.000 lavoratori.
Anche gli industriali dichiarano la loro apprensione. Mentre la Federmeccanica (l'associazione degli imprenditori metalmeccanici) definisce «preoccupanti» i dati sulla cassa integrazione, il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, commenta così: «I dati sulla cig confermano che la crisi è grave». Certo, Bombassei ricorda che l'andamento «non così elevato come quello che abbiamo raggiunto all'inizio degli anni 80 o nella prima metà degli anni 90». Ma questo non toglie che «occorre grande attenzione e necessità di interventi solleciti e mirati». In particolare la Confindustria si preoccupa «di non perdere il patrimonio costituito dalle risorse umane attualmente occupate nelle nostre imprese. È per questo che stiamo insistendo affinché si aumenti il periodo di cassa integrazione ordinaria portandolo fino a 24 mesi».
Chi invece non condivide affatto la preoccupazione della Cgil è Maurizio Sacconi. Per il ministro del Lavoro dare una «lettura esasperatamente negativa della dimensione della crisi sociale» è sbagliato, anzi addirittura «devastante». Secondo Sacconi «la cosa peggiore in questa crisi così dura e vera è quella di aggiungervi ulteriori ragioni di stress sociale, il cui esito sarebbe l'autoannichilimento di una società per fortuna ancora ricca di potenzialità». E il ministro punta l'indice contro «la Cgil e certa opposizione politica». Il sindacato di Epifani ha replicato con una nota: «È nell'immobilismo del governo, nella sua pretenziosa autosufficienza e nelle accuse gratuite lanciate alla Cgil, che si esasperano gli animi dei lavoratori».
Intanto, fra tante cifre e notizie allarmanti, emerge qualche fatto o almeno qualche previsione più rassicurante. Per esempio nel settore dell'auto. Dopo due mesi in caduta libera (-32% a gennaio e -24% a febbraio) le nuove immatricolazioni di auto sembrano riprendere quota e a marzo in Italia dovrebbe tornare il segno più. Anche gli ordini cresceranno, e certamente ad un trend superiore al 4% di febbraio. Lo aveva detto qualche giorno fa il ministro Claudio Scajola e lo confermano anche gli esperti: grazie all'effetto incentivi, marzo sarà il mese della svolta.
«È abbastanza probabile che a marzo il mercato dell'auto in Italia torni con segno più. Infatti sottolinea Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor le nuove immatricolazioni dovrebbero superare la soglia delle 215 mila unità, contro le 214 mila unità di marzo 2008». Sulla stessa linea è Gianni Filipponi, segretario generale dell'Unrae: «Dopo il -24% di febbraio, a marzo il mercato dell'auto dovrebbe attestarsi in Italia a cavallo delle 214 mila immatricolazioni registrate nello stesso mese del 2008». La previsione positiva sul mercato di marzo, spiega il segretario dell'associazione che riunisce le case automobilistiche estere presenti in Italia, «è legata al dato sugli ordini di febbraio che ammontavano a 220 mila unità e, più o meno, corrispondono alle immatricolazioni del mese successivo». Secondo Filipponi le prospettive dovrebbero migliorare ulteriormente nel mese di aprile. Anche Quagliano precisa che «la vera cartina di tornasole per l'andamento degli incentivi sono gli ordini, che a marzo dovrebbero essere in crescita sensibile». Si prevede che gli incentivi andranno a regime ad aprile, mese in cui le immatricolazioni dovrebbero segnare un forte incremento».





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