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Data: 22/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil, 563 mila cassintegrati in due mesi. Sulla crisi è scambio di accuse tra il ministro Sacconi e Susanna Camusso

«Stressate la gente» accusa il ministro del Welfare, «no, siete voi che nascondete la gravità della situazione»

ROMA. Nei primi due mesi del 2009 sono stati oltre 563 mila i lavoratori ad aver usufruito della cassa integrazione. Per la Cgil, che ha diffuso i dati elaborati dal suo Dipartimento settori produttivi, si tratta di un disastro: «La realtà è peggio dell'immaginazione», ha commentato la segretaria confederale Susanna Camusso. Dati e affermazioni che non sono piaciuti al ministro del Welfare Sacconi che ha accusato il sindacato di «esasperare ogni cosa» e di aggiungere alla crisi «ulteriori ragioni di stress sociale». Gli ha risposto subito la Cgil: è il governo «con il suo immobilismo e la sua pretenziosa autosufficienza» a esasperare gli animi dei lavoratori. Anche per il segretario del Pd, Franceschini, è «Berlusconi a nascondere la crisi con armi di distrazioni di massa». Franceschini ha rilanciato la proposta dell'assegno per i disoccupati e la tassa sui redditi oltre i 120 mila euro per raccogliere 500 milioni da destinare ai poveri.
I dati elaborati dalla Cgil segnalano un forte indebolimento dell'apparato produttivo. Dei 563 mila lavoratori in «cassa», oltre 483 mila fanno capo ai settori dell'industria, commercio ed edilizia, a cui vanno aggiunti gli 80 mila lavoratori intessati dalla Cig in deroga. L'aumento complessivo a febbraio è stato del 201% pari a oltre 38 milioni di ore. Già oltre del 33% di quanto maturato in tutto il 2008. In rapporto alle ore perse di lavoro è stata stimata una riduzione dell'occupazione complessiva di 212 mila lavoratori. Il dossier della Cgil, per quanto riguarda il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, registra le peggiori situazioni nel settore metalmeccanico (+782%), metallurgico (+768%), chimico (+592%) e trasporti e comunicazioni (+851%). La crescita media della cassa integrazione straordinaria è attorno al 60%, ma settori come i trasporti, carta e poligrafici ed estrazione di minerali sono il 100%. Dati pesantissimi che stanno mettendo in ginocchio i territori. Il caso del Piemonte è tra quelli più gravi con una crescita della cassa integrazione ordinaria del 790% in due mesi, con +1000% nel settore meccanico, +1800 in quello del legno, +1300 in quello chimico. In questa regione sono numerose le procedure di mobilità avviate, anticamnera del licenziamento.
Sono pessimi segnali, attacca Susanna Camusso segretaria confederale Cgil, «che non inducono all'ottimismo». Ai dati sul ricorso alla cassa integrazione vanno aggiunti quelli della flessione dei beni strumentali che si accentua come confermano i dati della produzione industriale dell'Istat.
Anche Alberto Bombassei, vicepresidente Confindustria, si dice allarmato per i dati sulla cassa integrazione: «La crisi è grave per questo insistiamo perché il periodo di cassa arrivi a 24 mesi». Concludendo il Manifutura Festival organizzato a Pisa da Nens, il responsabile economico del Pd, Pierluigi Bersani, ha detto che il governo «è molto esperto nel pretendere il consenso dalle forze organizzate e dai soggetti dell'economia. E questo impedisce ogni discussione». Tutto ciò dipende da un clima «di conformismo e di sudditanza che può portarci dei guai perché ci impedisce di discutere e di correggere eventuali errori». Per Bersani la dimensione mondiale della crisi «non permette miracoli: quello che si può chiedere al governo non è di risolverla ma almeno di fronteggiarla».

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