Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.511



Data: 24/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Il Centro Oli non si farà». Il presidente della Regione assicura che manterrà l'impegno preso prima del voto

L'AQUILA - «L'onestà in politica non è ovviamente non rubare, ma mantenere gli impegni con gli elettori: il Centro Olii di Ortona non c'è e non si farà». Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Gianni Chiodi alla presenza degli assessori Mauro Febbo, Angelo Di Paolo, Giandonato Morra, il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Gianfranco Giuliante, e Sandro Pasquali, direttore dell'Avvocatura regionale.
«Il Centro Olii - ha aggiunto - non è più nei piani dell'Eni ed è oggi un fantasma che qualcuno evoca ancora in maniera strumentale a ridosso di ogni campagna elettorale e sarà sempre così. Nella realtà non c'e nessun Centro Olii in Abruzzo e nessuna di queste strutture si farà in questa regione. Dai precedenti governi regionali erano giunti segnali positivi, concretizzatisi con la firma di 16 provvedimenti amministrativi di concessione, da questa Giunta non arriveranno mai azioni in questo senso».
Sull'assetto processuale della vicenda, cioè la costituzione della Regione dinanzi alla Corte costituzionale per il ricorso del governo contro la legge regionale 14/2008 che tante polemiche aveva sollevato anche da parte dell'opposizione, Chiodi ha precisato che «i termini per presentare la costituzione dinanzi alla Consulta sono scaduti il 1° febbraio e non qualche giorno; la Giunta ha convocato la sua prima riunione il giorno dopo quindi l'Avvocatura non era in grado di predisporre gli atti amministrativi per la costituzione processuale. Ma nonostante questo ho dato mandato all'Avvocatura di predisporre la costituzione tardiva che ci permetterà di far valere le nostre ragioni a difesa della legge 14/2008 nonostante essa presenti evidenti caratteri di illegittimità».
Ma la vicenda del Centro Olii sta creando anche problemi all'economia regionale. A lanciare il grido d'allarme è l'assessore Febbo. «Ci arrivano segnalazioni di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da stranieri». Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Olii sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese.
«Gli consiglio amichevolmente di evitare toni berlusconiani di insofferenza verso le opposizioni che ricordano fin troppo lo stile dei suoi predecessori». Così Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione risponde al presidente della Regione Gianni Chiodi in merito alle vicende del Centro Olii di Ortona. «Le critiche che ha ricevuto si fondano su fatti - insiste in una nota Acerbo - che non mi pare abbia smentito». «Chiodi - esordisce il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro - non è riuscito a mantenere nessuno degli impegni assunti. La sua tesi è questa in sostanza: il Centro Olii non si farà perché non vuole l'Eni, forse oggi, ma domani?». Sulla vicenda sono intervenuti anche il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli e il senatore Fabrizio Di Stefano del Pdl. «Un plauso al presidente della Giunta per le parole ancora una volta chiare, pacate ma definitive sull'argomento. Il Centro Olii non si fara!».







www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it