Chi pagherà il conto salato dello stato economico in cui versano le nostre Comunità montane che dal prossimo 15 aprile rischiano di non ricevere più un soldo? «Saranno- a detta di Monia Pecorale della Fp Cgil- le fasce più deboli della cittadinanza» e tutto ciò è «riprovevole, non giustificabile; viene infatti colpita la dignità di quelle persone che non sono capaci di sostenere economicamente le proprie debolezze di salute». Pagheranno il conto anche «quei lavoratori che svolgono attività estremamente delicate come l'assistenza e il sostegno». Ecco i veri bersagliati: i più deboli, cui le Comunità offrono servizi alla persona, come l'assistenza scolastica per i diversamente abili, l'assistenza domiciliare per anziani e diversamente abili, il trasporto dialitico e diagnostico in ospedale e nei centri privati, il servizio delle educatrici professionali agli assistiti in caso di disagio familiare, il sostegno psico-sociale per i minori. E colpiti saranno anche i 25 lavoratori che non percepiranno lo stipendio, più i 150 lavoratori dipendenti delle cooperative, a causa del Ministero e della Regione che ancora non decidono il quantum da versare alle Comunità. «Quest'attendismo- continua Pecorale-, assieme alla mancanza di una decisione in merito, è la causa dell'impossibilità di approvare i bilanci di previsione entro il termine del 31 marzo 2009, di pagare gli stipendi ai dipendenti, del licenziamento degli altri 150 lavoratori delle cooperative e dell'impossibilità di garantire la continuità dei servizi ai cittadini».