Per Paolo Tancredi (Pdl), l'alleanza con l'Udc di Silvino si perfezionerà «nelle prossime 48-72 ore: comunque è più un sì che un no» fa trapelare dai microfoni di Teleponte. Da parte sua Tommaso Ginoble (Pd), pochi giorni fa, quando parve concludersi l'accordo, aggiunse la postilla chiarificatrice: «Questa almeno la mia valutazione». Tancredi junior al contrario intima al segretario regionale una scadenza, perché il tempo stringe e c'è da incoronare Maurizio Brucchi, per il quale è ormai quasi fatta, a candidato sindaco della coalizione «con o senza Udc». Il veto di Silvino sul nome dell'ex assessore comunale ai Lavori pubblici dovrebbe sciogliersi nelle prossime ore, anche se dichiara che «su di lui non v'è nessun tipo di pregiudizio, casomai il dubbio resta su diversi altri nomi che circolano in giro» e che non godono della piena fiducia dell'Udc per un'eventuale collaborazione di governo. «Non voglio litigare il giorno dopo» si scalda. Evidente, quindi, che sia necessaria un'ulteriore limatura per perfezionare l'accordo. Tancredi ricorda che l'alleanza sarà portata «su base regionale, senza eccezioni, e non a macchia di leopardo»; chi caldeggia il matrimonio ricorda i 5 anni vissuti assieme, anche se Silvino ha recentemente rinnegato il modello Teramo per «mancanza di Chiodi». Il dirigente Pdl, tuttavia, sarebbe stato rabbonito dal segretario Udc dall'inesistenza di un accordo con il Pd, benché da sinistra, e lo ricorda anche Manola Di Pasquale, si continui a dire che si è a buon punto, anzi "ottimo". È evidente il gioco a concludere al più presto l'alleanza da parte di Tancredi, che se prima aveva tergiversato, ora appare molto più deciso di accaparrarsi Silvino, anche a costo di perdere qualcosa, però non certo Brucchi, che ha già respinto l'assalto di Micheli.