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Data: 25/03/2009
Testata giornalistica: TrambusNews
La crisi economica occasione per il tpl. Se il bus sfida l'auto di Maurizio Sgroi

La crisi economica potrebbe diventare un'occasione di sviluppo per il trasporto locale, solo che si voglia. Basti notare come ormai da qualche tempo le quotazioni petrolifere, e con loro quelle di benzina e gasolio, sembrino rialzare la testa. E seppure il governo non ci ha pensato un attimo prima di lanciare di nuovo il suo programma di rottamazione auto, questo non vuol dire che l'esperienza del luglio scorso, quando il petrolio ha sfiorato i 150 dollari al barile e la benzina 1,50 euro al litro, non ci abbia insegnato qualcosa. E infatti gli osservatori ci dicono che il favore nei confronti del trasporto pubblico è in crescita e lo sarebbe ancor di più se non ci fossero così tante rigidità dal lato dell'offerta. Che poi significa mezzi e infrastrutture appena sufficienti per garantire un minimo di mobilità collettiva. Questa considerazione, tuttavia, non può diventare un alibi per non fare nulla e lasciare il mondo così com'è. Per quanto si insista con le rottamazioni, è chiaro a tutti che la domanda di mobilità non si può soddisfare esclusivamente col mezzo privato. Tutt'altro. E il fatto che il governo decida di sostenere l'industria dell'auto anziché l'intero settore della mobilità, è solo indice di un ritardo culturale che speriamo venga prima o poi sanato. E sono proprio i tempi di crisi, intesi come occasione per cambiare i vecchi paradigmi e le consuetudini, quelli ideali per fare passi in avanti. E in effetti qualcosa si muove. Per la prima volta si parla di aggregazioni fra alcune aziende di trasporto, e succede pure che il trasporto ferroviario arrivi a sfidare quello aereo, un fatto impensabile fino a poco tempo fa. Cosa impedisce che bus e tram sfidino l'auto? Solo un po' più di coraggio.

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