DA BORDO DEL FRECCIAROSSA - Il berretto da ferroviere, che Berlusconi indossa con gioia, come se fosse proiettato nei giochi dell'infanzia («l'ultima volta che salii in carrozza, avevo papà e mamma, andai a Como a raccogliere narcisi, con le Ferrovie Nord»), diventa icona, il simbolo di questo viaggio a 300 all'ora sul «Frecciarossa», il treno più veloce che, dall'autunno, per tutti gli altri mortali, farà la spola, come una metropolitana, tra Milano e Roma. E quel berretto, con la visiera, portato per la gioia dei fotografi, fa sorridere il premier: «Sono stato presidente operaio, presidente imprenditore, mai avrei immaginato di fare il ferroviere. Adesso, mi si regali il Frecciarossa». E dell'imbonitore di un tempo, c'è ancora traccia, quando ricorda l'offerta lancio «ai ragazzi, mille posti a 33 euro». Una considerazione finale: «E' un mezzo per tenere più unita l'Italia, facendo certo concorrenza ad Alitalia, però questo è il bello del mercato...». Malgrado i prodigi e le complessità elettroniche del mezzo, confessa Berlusconi, «è più facile» guidare il treno «che il Paese».
Nuvole nere oscurano il cielo di mezza Italia attraversata dal «Frecciarossa». Ponti futuristici, fabbriche, ville, parchi, condomini sono puntini che spariscono dietro un vetro, uniformando paesaggi padani con quelli toscani e laziali. Il premier, resta sul ponte di comando, sempre in cabina, a fianco dei due piloti (napoletani),del ministro Matteoli e di Moretti, amministratore di Trenitalia. Ma la sua presenza è virtuale. Ai giornalisti parla attraverso i video, collocati tra le poltroncine delle carrozze. E' affascinato dal contachilometri che punta verso l'alto, «adesso tocca i 200...ora i 300 all'ora». Si vola. «Presto, nel 2013, arriveremo a coprire la tratta in 2 ore e 35 minuti». Il treno è la metafora per uscire dalla tempesta finanziaria. E' necessario correre di più per stroncare la crisi, originata dal «virus americano» che ha portato l'influenza «a un corpo sano» come l'Italia il cui sistema bancario «è solido» e può contare su «straordinari piccoli e medi imprenditori». «Bisognerebbe avere tutti voglia di reagire, avere molta fiducia, impegnarsi». E invita, a «lavorare anche di più». La ricette di costruire Opere pubbliche, per creare occupazione, per il Cavaliere, è la migliore. Fa appello ad andare avanti con le infrastrutture. «E' un imperativo categorico». L'Italia paga un prezzo molto alto per i ritardi infrastrutturali, pari a «4-5 punti di Pil all'anno». Pertanto, l'Alta velocità costituisce un volano di sicuro effetto: «Riapriremo i cantieri che la sinistra ha chiuso per i fanatismi e i veti ambientalisti».
L'uscita dalla crisi è complicata, perchè «tutti i Paesi sono in questa situazione. Sono stato per due giorni ad ascoltare i miei colleghi d'Europa. Posso dire che l'Italia è quella che ha fatto prima e di più». Insomma, «abbiamo tutte le condizioni per pensare al futuro con fiducia». Ma un po' tutti i governi non hanno indicazioni univoche. «Non si capisce bene quali siano le misure da adottare, perchè tutti stiamo prendendo un po' di aspirina». Assicura anche l'ad Moretti, per i futuri piani di investimento. «Ho garantito che il governo farà ogni sforzo per un contributo, anche chiedendo capitali dei privati con la garanzia dello Stato. Con la crisi è difficile, tuttavia ho garantito ai dirigenti che il governo farà ogni sforzo possibile per un contributo realistico». E guarda alle misure americane con occhio attento: «A giudicare dalla reazione delle Borse, è una buona iniziativa, speriamo continui». Quanto alla rapida discesa del suo reddito tra il 2007 ed il 2006, ha una spiegazione: «Le società hanno recuperato le loro vendite e sono rientrate nella normalità. I risultati raggiunti nel 2006 rappresentavano un fatto che non si ripeterà».
Ma dopo aver ammirato il lungo tunnel che unisce Bologna a Firenze (attraversato per la prima volta), Berlusconi difende i costruttori e attacca i giudici. «La cosa drammatica è che i dirigenti "Impregilo", dopo questo lavoro che ha del miracoloso, sono stati condannati a 5 anni dai giudici di Firenze dopo essere stati assolti da quelli di Bologna». Per la magistratura, dice, «è qualcosa di patologico, una metastasi del nostro Paese contro cui dobbiamo reagire, perchè c'è qualcuno che usa la legge come un Moloch che deve colpire». Protesta Luca Palamara, Anm: «E' grave che chi governa non perda occasione di denigrare e delegittimare i giudici».