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Data: 25/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La ricetta di Berlusconi: lavorare di più. La crisi? «Virus americano che ha colpito un corpo sano» Battute a raffica e il cappello da ferroviere

«Il ritardo nelle infrastrutture ci costa 4-5 punti di Pil ma ora siamo all'avanguardia»

ROMA. «Fate venire le hostess qui...Possono servire». E' un Berlusconi allegro quello che inaugura il tratto Bologna-Firenze dell'alta velocità da Milano a Roma. Il premier comincia con un appello a «lavorare di più», dice che l'Italia è un «corpo sano perchè le famiglie risparmiano».
E finisce con un attacco alla magistratura («E' una metastasi»). In mezzo ci sono tre ore di viaggio in treno, da Milano a Roma, con i giornalisti al seguito.
Subito una battuta sulla crisi, ed è il Berlusconi più politico: per correre di più e debellare la recessione, causata da quello che ha definito «il virus americano» che ha colpito un «corpo sano» come quello italiano, secondo Berlusconi, è necessario che tutti facciano la loro parte: «Bisognerebbe avere tutti la voglia di reagire, di avere molta fiducia, di impegnarsi e magari lavorare anche di più».
Non è un viaggio noioso, perchè il premier si mette al fianco dei macchinisti, si infila in testa un cappello da ferroviere e, inquadrato dalla tv a circuito chiuso, fa la telecronaca. A Piacenza: «Questo è il meraviglioso ponte sul Po». Sul percorso per Bologna: «Andiamo a 301 chilometri orari, le macchine vanno a 130 ma noi le sorpassiamo come fossero biciclette». Poi un appello al macchinista: «Vada piano, trattengo a fatica quello che mi viene dall'interno».
C'è spazio per le domande. Banale quella di un inviato di Mediaset: presidente, è più difficile guidare l'Italia o guidare il treno? La risposta non è impegnativa: «Il treno lo guida il macchinista». Un'altra, un po' più cattivella: da quanti anni non prende il treno? «L'ultima volta ho preso le Ferrovie Nord per portare i miei genitori in gita a Como, io sono di quelle parti». Insomma, non proprio l'anno scorso. Un'altra un po' più politica: confluite nello stesso partito, non teme la concorrenza di Fini? «Lui fa bene il presidente della Camera. Per adesso andiamo avanti così, poi ci sarà un ricambio della classe dirigente, anch'io non sono immortale».
A Bologna comincia a piovere, il treno entra in stazione e rallenta. Poi riprende i 300 all'ora in galleria. «Arriviamo ultimi dopo i grandi paesi europei ma con questo treno siamo all'avanguardia. Però il ritardo che abbiamo nelle infrastrutture ci costa 4 o 5 punti di Pil all'anno. Riapriremo i cantieri che la sinistra ha chiuso per i fanatismi e i veti degli ambientalisti».
Immancabile la domanda sui suoi redditi, improvvisamente scesi. «Nel 2006 - dice il premier - ci sono state delle vendite. Adesso siamo tornati alla normalità, però non sono affatto preoccupato». La cronista insiste e lui replica: «Spero solo in un piatto di minestra a casa sua».
Il Frecciarossa, in perfetto orario, sta per entrare a Roma Termini. C'è spazio per parlare del piano Obama e delle Borse in ripresa. «A giudicare dai mercati non si tratta di un piano protezionistico. Gli Usa sono ammalati, noi abbiamo l'influenza, speriamo che tutto si risolva anche se nessuno conosce la cura giusta».
Ancora con il berretto da ferroviere, Berlusconi saluta «questo momento storico», ricorda il primo treno in Italia (la Napoli-Portici nel 1835), poi le "Littorine", il Settebello e il Pendolino. La festa è finita, gli regalano un Frecciarossa in miniatura, lui salta in macchina per Palazzo Chigi, i cronisti risalgono in vettura, alle 16,30 si riparte per Milano.

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