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Pescara, 26/04/2026
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Data: 26/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«I licenziati si diano da fare» Il consiglio di Berlusconi: «Non restino con le mani in mano» E boccia l'idea della settimana corta: «Non sono d'accordo»

Il premier a Napoli incontra gli operai di Pomigliano e torna sulle banche «Mettetevi nei panni di un loro direttore»

NAPOLI. «I licenziati si trovino qualcosa da fare, non restino con le mani in mano, gli imprenditori si devono inventare qualcosa». A Napoli per l'inaugurazione di oggi del termovalorizzatore di Acerra, Silvio Berlusconi ha lanciato alcuni messaggi sulla crisi. Dopo aver incontrato una delegazione di lavoratori di Pomigliano, il presidente del Consiglio rinnova il suo invito «a lavorare di più per contrastare la crisi». Un invito, che rivolge «a chi ha la possibilità di farlo». E aggiunge: «Auspico che chi é stato licenziato si trovi qualcosa da fare, io non starei con le mani in mano e spero comunque che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa. Anche gli imprenditori si devono inventare qualcosa».
Berlusconi torna anche sulla questione della stretta al credito per le aziende: «Le banche hanno la possibilità di fare credito. Non c'è nessuna furbizia da parte delle banche ma mettetevi nei panni di un direttore che ha una propria moralità e vuole dare i soldi solo a chi ritiene che li restituisca. Lo Stato comunque deve dare garanzie e noi lo stiamo facendo e abbiamo messo per questo a disposizione una bella somma».
Tra le ricette anti crisi al premier non piace quella che prevede la settimana corta: «Non sono d'accordo. Ci sono tante ricette; le cure non le ha nessuno».
Lui, ripete, non ha la bacchetta magica perchè deve scendere a patti con molti soggetti: «Il presidente del Consiglio non ha poteri, può solo convincere, poi deve trattare con tutti. Deve convincere alleati, Parlamento e capo dello Stato. Altro che cesarismo e vezzi napoleonici, dei quali vengo accusato solo perché un mio architetto ha visto statue non esposte da trent'anni e ha pensato di utilizzarle nel luogo in cui vengono accolti capi di Stato e di Governo di tutto il mondo».
Una mezza stoccata la dedica anche al presidente della Camera Gianfranco Fini che all'atto dello scioglimento di Allenza nazionale nel Pdl aveva assicurato che nella nuova formazione non ci sarà un pensiero unico: «Avrei una battuta ma é meglio che io non la faccia».
Oggi Berlusconi inaugura il nuovo termovalorizzatore di Acerra, un impianto che impressionerà tutti: «Dalla immondizia si riuscirà a cavare energia elettrica e pulita, che non inquina. Inquina come tre auto di media cilindrata».
Le reazioni alle frasi del premier si sono concentrate sulle parole dedicate ai disoccupati che non devono restare con le mani in mano. «Cornuti e mazziati. Così il Presidente del Consiglio tratta gli italiani che, per colpa delle sue scelte sbagliate in campo economico, si ritrovano senza lavoro», afferma Antonio Di Pietro, leader dell'IdV. «Sui lavoratori licenziati il presidente del Consiglio ha superato ogni limite. Le sue sono parole vergognose e offensive. A questo punto appare chiaro che Berlusconi non è degno di ricoprire il ruolo che ricopre», aggiunge Pino Sgobio, esponente del Pdci. «Chi perde lavoro deve trovarsene un altro se no per Berlusconi diventa un fannullone. Ma il vero fannullone o chi sta con le mani in mano è il governo che non fa nulla contro la disoccupazione e la precarietà», attacca Angelo Bonelli, ex capogruppo dei Verdi alla Camera.

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