PENNE. Il Comune di Penne non ha rispettato il Patto di stabilità 2008 e come sanzione, lo Stato, impone agli amministratori dell'Ente, il taglio del 30 per cento delle indennità di funzione. Nel mirino sono finiti, dunque, lo stipendio di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. E anche per i consiglieri comunali è previsto il taglio del gettone di presenza. Le indennità furono ridotte l'ultima volta il 19 dicembre 2005: la giunta del sindaco Paolo Fornarola, quattro anni fa, le abbassò del 10 per cento.
Questa volta dunque, non c'entra la riduzione dei costi della politica, bensì si tratta di una sanzione imposta dallo Stato agli amministratori "colpevoli" di non aver rispettato il tetto di bilancio del 2008 imposto al Comune. Il mancato rispetto del Patto di stabilità infatti determina per gli enti locali il taglio del 30% delle indennità di funzione agli amministratori, oltre all'aumento dell'addizione Irpef per i cittadini. Non solo: il provvedimento legislativo prevede la sospensione dell'aumento delle indennità sino al 2011. Il taglio agli stipendi è retroattivo: scatterà dal primo gennaio 2009.
Nel dettaglio, il sindaco Donato Di Marcoberardino (Pd), ex funzionario di partito, percepirà 1.952,20 euro lordi; il vicesindaco Andrea Marrone (Sd), libero professionista, incasserà 976,11 euro lordi al mese. Per gli assessori Luigi D'Angelo (IdV), Remo Evangelista (Udc), Daniele Patacchini (Pd) ed Ennio Napoletano (Pd) l'indennità lorda mensile sarà di 878,49 euro. L'avvocato Matteo Tresca (Sd), presidente del consiglio, da 278,88 euro passerà a 195,22 euro lordi al mese. Diminuirà anche il gettone di presenza ai consiglieri: da 22,21 passerà a 15,55 euro lordi a seduta.
È bene ricordare, inoltre, chi è lavoratore dipendente (in caso non abbia chiesto l'aspettativa), lo stipendio verrà decurtato del 50 per cento. È in fase di redazione, infine, il bilancio di previsione 2009 che prevede un taglio netto di 700 mila euro alle uscite per abbassare la spesa corrente al tetto massimo di 6 milioni e 900 mila euro (è la spesa minima registrata negli ultimi 3 anni). Saranno rivisti, quindi, i contratti della società che si occupa di rifiuti Ecoemme e quelli con la Sig, la società intercomunale che si occupa di illuminazione pubblica e calore.