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Data: 28/03/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sicurezza sul lavoro, arrivano nuove regole. Il governo presenta il nuovo Testo Unico. Ora si aprono le consultazioni con le parti sociali. Soddisfatti gli imprenditori. Sindacati divisi. Epifani: un grave errore

Multe più alte, arresto in un numero minore di casi. Sacconi: più protezione.

ROMA - Resta la possibilità dell'arresto del datore di lavoro in caso di grave inosservanza delle norme ma in caso di violazione formale si passa alla multa. Inoltre le sanzioni vengono modificate, in alcuni casi aumentandole, in altri diminuendole.
Questi sono alcuni dei punti cardine del decreto legislativo che modifica il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro del governo Prodi.
Il decreto, assicura il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, «irrobustisce la protezione» dei lavoratori, fa chiarezza lì dove regnava invece l'incertezza, e ristabilisce criteri «ragionevoli» nelle sanzioni alle imprese. E, soprattutto, resta «aperto» perché, oltre all'esame della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari, sarà anche sottoposto alle parti sociali. Tra i sindacati c'è però già chi insorge, come il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che giudica le modifiche «un grave errore». La Fiom parla di «più morti sui posti di lavoro» mentre la Cisl sostiene che «il testo è migliorabile».
Multe. Secondo Epifani le sanzioni vengono infatti «attenuate». Ma per il ministro del Lavoro non è affatto così e, dice, la Cgil dimostra in questo caso che il suo «è solo un pregiudizio». Rispetto al Testo Unico «qualche volta la sanzione è di più, qualche volta è di meno», ha precisato Sacconi. Per aggiornarle il governo ha preso come riferimento i valori della legge 626 del '94, ha calcolato l'inflazione accumulata nel periodo, che è del 36%, ed è «andato oltre», stabilendo un aumento del 50% rispetto a quegli standard. In questo modo la sanzione arriva per il datore di lavoro a un massimo di 8.000 euro. È stato inoltre introdotto un meccanismo «di scala mobile» che permette di adeguare le sanzioni «automaticamente» nel tempo. Si è così posto fine al sistema «irrazionale» del Testo Unico, ha detto Sacconi, adottando criteri «ragionevoli».
Arresto. Nel nuovo decreto rimane l'arresto per il datore di lavoro che non procede alla valutazione del pericolo nelle aziende ad alto rischio. Insomma resta valido nel caso di violazioni sostanziali. Per le violazioni formali, invece, laddove era prevista l'alternativa arresto-ammenda si passa alla sola sanzione amministrativa ma. Per Sacconi si tratta di «pochissimi casi». Per la Cgil «di un segnale sbagliato»..
Violazione. Rispetto al Testo Unico viene sostituito inoltre il concetto di «violazione reiterata» con quello di «violazione plurima». Se cioè nel precedente testo, ha sottolineato il ministro, la sospensione dell'attività aziendale era prevista in caso di violazioni dello stesso tipo reiterate nel tempo, ora è prevista invece nel caso in cui alla prima verifica si riscontrino «almeno tre ipotesi di gravi violazioni» o la stessa violazione si ripeta «per la seconda volta in un biennio».
Precari. Nel provvedimento sono previste inoltre tutele specifiche per i lavoratori atipici e flessibili, e viene rafforzato il ruolo dell'Inail.
Commenti. Le modifiche piacciono alle organizzazioni datoriali, che avevano criticato il precedente Testo Unico. Per Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcooperative, Confcommercio e Confesercenti - sia pure con toni diversi - il nuovo decreto è un sostanziale passo avanti. Musica molto diversa sul fronte sindacale dove la Cisl apre al confronto e - come detto - parla di testo migliorabile con la possibilità di assicurare premi alle imprese virtuose mentre Cgil, Fiom e Rds-Cub sono molto critiche.
Da riferire infine i commenti dell'opposizione con gli esponenti del Pd, Cesare Damiano, Enrico Letta e Tiziano Treu si dicono «fortemente preoccupati che il governo abbassi la guardia su un tema così rilevante. Non abbiamo obiezioni di fronte a correzioni formali o a miglioramenti che favoriscono la prevenzione. Siamo contrari a modifiche sostanziali».

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