Distrutti gli idranti della stazione
Squarciati con un coltello In frantumi anche 20 vetri
PESCARA. Venti vetri spaccati, quattro idranti rubati e uno tranciato di netto con un coltello. Il resoconto di un giro intorno alla stazione di Pescara centrale sembra il bilancio di una notte di guerriglia tra tifoserie. Stavolta, però, a colpire non sono gli ultrà, ma bande di vandali in azione di notte. Così, non c'è più un idrante nel sottopasso, sede del dopolavoro ferroviario e delle sigle sindacali. Tutti rubati. In ogni vano c'è solo immondizia. In caso di incendio, in questa zona difficilmente accessibile per le autobotti, sarebbe il caos. Oltre alle cabine telefoniche ridotte a latrine e alla porta automatica rotta, l'emergenza è più seria. E la stazione da tre milioni e mezzo di passeggeri l'anno si riscopre ostaggio di branchi di vandali.
Il giro comincia davanti all'ingresso principale di Pescara centrale. E proprio qui, sotto la foto gigante in bianco e nero di un bambino con lo sguardo vuoto, c'è il primo vetro infranto e le schegge gialle sono ancora a terra. Si tratta di un vetro "a rottura programmata", detto Safety crash, che si rompe con un pugno senza lasciare ferite alle mani, forse solo qualche graffio. Spaccare un vetro così è semplice e richiede un secondo: un colpo secco e via, senza neanche fare rumore.
Ancora avanti e si vede un altro vetro rotto: è lo sportello di una cassetta per l'idrante, che ora è alla mercé. Dentro il vano della pompa antincendio c'è una bottiglia di vetro con il collo spaccato. Oltrepassando la porta automatica rotta e la fila dei tassisti in attesa di clienti, si arriva al sottopasso che sbuca dritto in via Ferrari. Non c'è più traccia di idranti qui. Eppure si tratta di una zona frequentata, sede del dopolavoro ferroviario e delle rappresentanze sindacali. Cartacce, volantini elettorali e bottiglie vuote invece delle pompe antincendio. Al posto del primo idrante ecco una confezione in scatola di vino rosso. Sparito anche il secondo idrante e la porta a vetro scardinata è poggiata a terra. Sul terzo vano non c'è sportello nè idrante. Intervenire in caso di emergenza nel sottopasso non è semplice: lo spazio di manovra per le autobotti dei vigili del fuoco è ridotto, ecco perché è importante avere idranti funzionanti sul posto.
Colpire in via Ferrari è ancora più semplice perché la vigilanza è meno serrata e il traffico scorre veloce. Il risultato è che il tubo bianco resistente, realizzato in gomma e tela, è tranciato di netto all'imboccatura. Si vede ancora il segno del taglio fatto con un grosso coltello. Il resto del tubo, con la pompa in metallo, è lì, rotto e ormai inservibile. Insomma, a conti fatti, i vetri tutti interi sono molto meno di quelli rotti. Il bilancio a Pescara centrale è questo: 19 vetri infranti e 4 idranti rubati. Ma il branco di vandali non si accontenta di sfondare i vetri e danneggiare gli idranti, mettendo così a repentaglio la sicurezza della stazione e di chi la frequenta. Sempre su via Ferrari, oltrepassato il sottopasso detto via 384 da denominare, si nota la porta di un magazzino crivellata di colpi. Forse non sono pistolettate, ma solo botte sferrate con una mazza.